Caso Roggero, la moglie del gioielliere ha depositato domanda di grazia

Firmato ordine di carcerazione per il 72enne condannato a 14 anni e nove mesi per aver ucciso due rapinatori e averne ferito un terzo dopo l'assalto al suo negozio nell'aprile del 2021

Mario Roggero - (Fotogramma/Ipa)
Mario Roggero - (Fotogramma/Ipa)
17 luglio 2026 | 13.41
Giorgia Sodaro
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Mariangela Sandrone, moglie di Mario Roggero, ha depositato questa mattina la domanda di grazia per il marito, per il quale martedì la Cassazione ha respinto il ricorso dei legali e confermato la condanna a 14 anni e 9 mesi. Lo apprende l’Adnkronos da Sergio Novani che coordina il collegio difensivo come analista processuale insieme al legale Stefano Marcolini. “Questa mattina - spiega Novani - è stata depositata una domanda di grazia da parte della signora Mariangela Sandrone e contestualmente il collegio difensivo tramite l’avvocato Stefano Marcolini ha depositato un’istanza per il differimento dell’esecuzione della pena in pendenza della domanda di grazia. Attendiamo, quindi, che l’ufficio di sorveglianza di Torino che è stato adito insieme al Tribunale di sorveglianza possano provvedere prima della carcerazione e noi confidiamo nel fatto che il provvedimento intervenga prima della carcerazione”.

E' stato intanto firmato l'ordine di carcerazione per Roggero. A emettere il provvedimento la procura di Asti dove si era svolto il processo di primo grado.

Due giorni fa la Cassazione ha respinto il ricorso dei legali di Roggero e per lui è diventata definitiva la condanna a 14 anni e nove mesi. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha avviato l’istruttoria finalizzata alla concessione della grazia in favore del gioielliere di Grinzane Cavour. Ieri pomeriggio il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto al Quirinale il Guardasigilli, per puntualizzare i limiti delle attribuzioni del ministro in tema di concessione della grazia, facoltà che la Costituzione riserva esclusivamente al presidente della Repubblica come confermato dalla Corte Costituzionale con la sentenza 200 del 2006.

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