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Il principio vitale di Paul Klee al Museo d'Arte di Nuoro

Dal 30 ottobre al 14 febbraio prossimi

CULTURA
Il principio vitale di Paul Klee al Museo d'Arte di Nuoro

Il Man (Museo d’Arte della Provincia di Nuoro) ospiterà, dal 30 ottobre al 14 febbraio prossimi, una mostra dedicata a Paul Klee (1879-1940), ricca di circa 50 opere, tra dipinti, acquerelli e disegni provenienti da collezioni pubbliche e private, sia svizzere sia italiane, intitolata 'Paul Klee. Mondi animati'. Dell'opera di Klee, uno degli autori più complessi e originali del secolo scorso, l'allestimento intende esplorare un elemento fondamentale, ovvero la percezione della presenza di un principio vitale, generativo, insito nella materia delle cose. La mostra è realizzata dal Museo Man con il contributo della regione autonoma della Sardegna, della provincia di Nuoro e della Fondazione Banco di Sardegna, ed è curata da Pietro Bellasi e Guido Magnaguagno, con il coordinamento scientifico di Raffaella Resch. "L’iniziale disorientamento di fronte alla natura si spiega con ciò, che si comincia con lo scorgerne soltanto le ultime ramificazioni, senza risalire alla radice. Una volta però che uno se ne sia reso conto, può riconoscere anche nella più lontana fogliolina la manifestazione dell’unica legge che regola il tutto e trarne vantaggio" (Paul Klee, Diari, n. 536).


In senso specifico Klee non ha mai parlato di 'animismo', tuttavia la sua opera è permeata di uno spirito animato, avvertito in tutta la realtà materiale ed evocato dall’azione creativa dell’artista. 'Creatura superiore' (Diari, n. 660) l’artista, attraverso il proprio sguardo vivificatore, porta alla luce l’elemento generatore presente nei diversi mondi che popolano il cosmo, nascosto sotto la superficie delle cose. Che siano uomini, bambini, animali, oggetti, paesaggi o architetture, i mondi di Klee obbediscono tutti alla medesima legge della natura, che l’artista indaga e imita. Un unico principio vitale governa l’intero ordine naturale, dalle cose grandi a quelle infinitesimamente piccole, questo principio sembra palesarsi in molte opere dell’artista, come negli acquarelli degli anni Venti e Trenta.

Acquarelli quali 'Feigenbaum' (Fico), del 1929, o 'Im Park' (Nel parco), del 1940, presenti in questa mostra, o ancora l’importante dipinto 'Wohin?' (Dove?) del 1920, proveniente dalle collezioni della Città di Locarno, esposto nel 1937 all’interno della mostra 'Arte degenerata', organizzata dal regime nazionalsocialista tedesco. La rappresentazione del mondo animale offre una serie di parabole, di favole morali, dove l’animale è innalzato al ruolo di essere umano, nei suoi vizi e nelle sue virtù. Ecco che nel disegno 'Tierfreundschaft' (Amicizia tra animali) del 1923, ad esempio, un cane e un gatto si accompagnano bonariamente in una tranquilla passeggiata, incarnando il senso di amicizia che può nascere tra due esseri umani.

Lo studio delle opere architettoniche rivela l’interesse di Klee verso la percezione della forma e la comprensione dell’elemento organico, vivo, dentro di essa, evidente in alcuni acquarelli come 'Americanisch - Japanisch' (Americano - giapponese), realizzato nel 1918, dove a svettanti palazzi stilizzati è affiancata l’icona dell’occhio. "Una volta che si è compreso l’elemento numerico del concetto di organismo", scrive Klee, "lo studio della natura procede più spedito e con maggiore esattezza" (Diari 536). Il mondo dell’infanzia viene evocato in opere come 'Hier der bestellte Wagen!' - (Ecco la carretta richiesta), del 1935; oppure nel finissimo dipinto 'Getrübtes' (Turbato), del 1934, proveniente dalle collezioni della Gam di Torino.

L'infanzia domina anche in quei lavori dove le figure sono rappresentate con tratti semplici, stilizzati, alla maniera dei bambini, come nel dipinto 'Gebärde eines Antlitzes' (Espressioni di un volto), del 1939, proveniente dalla collezione del Museo del Territorio Biellese. Forme di vita organiche e spiriti della materia animano i diversi soggetti presenti nelle opere di Klee. Un’immagine che sembra trovare una sintesi formale in un’opera come 'Figurale Blätter' (Foglie figurate), un lavoro del 1938 dove alcune figure antropomorfe, come piccoli feti, vivono rannicchiate all’interno di foglie–incubatrici. Artista immerso nello spirito del suo tempo, dove si avvicendano eclatanti scoperte scientifiche, Klee recepisce gli sconvolgimenti provocati dalle teorie della relatività e della fisica quantistica, così come le evoluzione degli studi psicoanalitici, rielaborandoli in maniera indipendente all’interno di una visione magico-fenomenica dell’universo.



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