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'La Madonna con bambino e sei angeli' in trasferta in Cile

L'opera sarà esposta nel Centro Cultural La Moneda dal 14 gennaio al 15 marzo

CULTURA
'La Madonna con bambino e sei angeli' in trasferta in Cile

Nom du fichier : DSCN0780.TIF Taille du fichier : 14.2MB (14858569 octets) Date : Mar, 27 mar 2001 11:18:04 Taille de l'image : 2560 x 1920 pixels RŽsolution : 300 x 300 ppp Profondeur en bits : 8 bits/canal Attribut de protection : DŽsactivŽ ID de l'appareil : N/A Appareil : E5000 Mode de qualitŽ : HI (RVB non compressŽ) Mode de mesure : Spot Mode d'exposition : Manuel Speed Light : Non Distance Focale : 16.2 mm Vitesse d'obturation : 1/2 secondes Ouverture : F5.0 Correction d'exposition : 0.0 IL Balance des blancs : MesurŽe Objectif : IntŽgrŽ Mode Synchro-Flash : N/A DiffŽrence d'exposition : N/A Programme DŽcalable : N/A SensibilitŽ : ISO100 Renforcement de la nettetŽ : Fort Type d'image : Couleur Mode Couleur : N/A Saturation : N/A Contr™le Saturation : 0 Compensation des tons : Contraste - Latitude (GPS) : N/A Longitude (GPS) : N/A Altitude (GPS) : N/A

Trasferta per 'La Madonna con bambino e sei angeli' di Botticelli. Il tondo, realizzato durante la fase tarda della produzione artistica del pittore, sarà infatti esposto per la prima volta, dal 14 gennaio al 15 marzo, al Centro Cultural La Moneda di Santiago del Cile. Dopo essere già stata in Russia e Giappone, l'opera lascerà l'Italia in occasione dell’anno dell’Italia in America Latina.


L'esposizione, promossa dal Mibact, dall’Ambasciata d’Italia a Santiago, dall’Istituto italiano di cultura, dalla Galleria Corsini di Firenze e dal Consejo Nacianal de la Cultura y las Artes, è un 'regalo' per festeggiare i dieci anni di vita del Centro Cultural La Moneda, e la visione dell’opera sarà quindi gratuita.

'La Madonna con bambino e sei angeli' è stata realizzata durante la fase tarda della produzione artistica di Botticelli. Un periodo in cui la conversione del pittore matura nel clima turbato della Firenze di fine secolo e determina una svolta nel suo stile. La composizione è pensata per un formato circolare, ma si distingue da esempi precedenti per la costruzione piramidale, l’allungamento delle figure e soprattutto per la presenza degli strumenti della Passione, che rappresentano il fulcro del dipinto e sembrano evocare le prediche infiammate di Savonarola.

Il dipinto del Botticelli fa parte della Galleria Corsini dalla metà del 1600. L’opera venne acquistata dal Marchese Bartolomeo Corsini per seguire le disposizioni testamentarie del fratello, il marchese Filippo Corsini, che si raccomandava di investire in opere d’arte, le quali "aprono la mente ed il cuore". Bartolomeo iniziò così a studiare e ad informarsi per scegliere opere d’arte che potessero essere facilmente riconoscibili e di grande valore artistico. La sua scelta ricadde sul Botticelli.

Botticelli incarna nell’immaginario l’idea stessa del Rinascimento fiorentino e uno dei grandi maestri dell’arte italiana. Allievo di Filippo Lippi e poi attivo nella bottega del Verrocchio la diffusione della sua fama è conferma dalla chiamata nel 1480 a Roma, insieme agli artisti più celebri, per affrescare le pareti della Cappella Sistina.

Al ritorno diviene sempre più stretto il legame con i Medici, di cui è pittore di fiducia. Per la famiglia che detiene il potere a Firenze esegue, tra l’altro, famosissime favole mitologiche profane qual i 'La Primavera', 'Pallade e il centauro', la 'Nascita di Venere'.



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