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Sulla riva dell'Adda la 'Cattedrale Vegetale' di Giuliano Mauri per Lodi

Verrà piantata la prima quercia nella struttura ultimata, inaugurazione nel marzo 2017

CULTURA
Sulla riva dell'Adda la 'Cattedrale Vegetale' di Giuliano Mauri per Lodi

Il 20 ottobre, sono terminati a Lodi, sulla riva sinistra dell'Adda, i lavori della struttura lignea della Cattedrale Vegetale di Giuliano Mauri, artista di Art in Nature scomparso nel 2009. A novembre, dopo la messa in sicurezza dell’opera, gli sponsor e l’amministrazione comunale, daranno vita alla Cattedrale Vegetale di Mauri, piantando le 108 querce, di 60 cm di altezza, all’interno delle colonne di legno che compongono le 5 navate. Il 12 novembre, alle 11, verrà piantata la prima quercia. L’inaugurazione dell'intera opera è prevista per marzo 2017, dopo la realizzazione dell’impianto illuminotecnico che permetterà la fruizione dell’opera, anche dopo il tramonto.


L’Associazione Giuliano Mauri, nata a luglio 2016 per promuovere, tutelare e valorizzare l’opera di Giuliano Mauri, grazie al Comune di Lodi e al sostegno di Regione Lombardia, di grandi nomi dell’arte Italiana, di sponsor privati e con il Patrocinio de La Triennale di Milano - come garante della qualità culturale del progetto – ha portato avanti il sogno dell’artista.

Mauri infatti lasciò in eredità uno scritto, considerato il suo testamento artistico, nel quale illustrava il progetto una Cattedrale Vegetale per la sua città. Credere in un luogo di culto e di aggregazione dove esiste solo la natura con la sua forza e i suoi silenzi; contemplare il cielo e pregare ognuno a proprio modo, o semplicemente lasciar fluire i pensieri, essere dentro l’opera.

“La Cattedrale rappresenta un’idea di magnificenza, un ordine e una sacralità del luogo, ho sempre voluto dare corpo a questa fratellanza che esiste tra il luogo e la sacralità della terra e di questi elementi che si innalzano che sono gli alberi. In questo c’è dentro tutta la filosofia del mio lavoro. Il luogo non mi dimentica e questo mi fa felice, mi piace pensare che la gente attraverserà questo luogo pensando al perché è stata costruita, al perché si è fatta, una domanda che la gente si farà da sé, rendendosi conto che l’opera vale il posto", affermava Mauri.

La prima idea di Cattedrale Vegetale venne a Mauri negli anni ’80, ma solo nel 2001 riuscì a costruirla ad Arte Sella (Borgo Valsugana, Trento), grazie al Direttore Artistico Emanuele Montibeller. Immagine simbolo della valle, l’installazione accoglie migliaia di visitatori l’anno.

La seconda Cattedrale Vegetale, iniziata dall’artista e portata a termine dalla famiglia di Mauri nel 2006 situata nel Parco delle Orobie (Bergamo), in un contesto ambientale più isolato, ma comunque visitata da migliaia di persone, con un boom di visitatori nel corso dell’estate 2016.

La Cattedrale Vegetale di Lodi occupa un’area di 1.630 mq, è costituita da 108 colonne di legno - dal diametro di 1,20m ciascuna – alta circa 18m, lunga 72m e larga 22m. La struttura ospiterà 108 querce e ne guiderà la crescita. Ideata e progettata da Mauri nel 2008, solo nel 2010 grazie alla famiglia si iniziò a pensare alla sua realizzazione.

I lavori di costruzione della Cattedrale Vegetale sono coordinati dall’Associazione Giuliano Mauri, nelle figure di Simona Mauri, Presidente dell’Associazione; Roberto Mauri e Mauro Mauri come Direzione Artistica; l’intero progetto è a cura di Francesca Regorda, con il sostegno del Comune di lodi. L’iniziativa era stata programmata dall’amministrazione dell’ex Sindaco Simone Uggetti con il contributo del già Assessore Andrea Ferrari.

Nel 1981 Giuliano Mauri fu il primo Artista italiano ad entrare a far parte del movimento europeo Art in Nature, grazie all’incontro con Vittorio Fagone e Dieter Ronte. Soprannominato da Fagone “Il tessitore del bosco” Mauri costruisce architetture vegetali, chiamate da Pierre Restany “Architetture dell’immaginario”, con l’intento di recuperare un dialogo profondo con i luoghi.

In questa direzione si è sempre collocato il suo lavoro, attento a lasciare i segni minimi, essenziali, lievi, nella prospettiva di una sorta di continuità, o di reciproco completamento, tra arte e natura.

Le sue opere, costituite solo da materiale naturale, vivono nel vero senso del termine, seguendo il naturale ciclo di vita, senza modificare il paesaggio in modo invasivo, ma entrando in un intimo rapporto con esso; proprio per questo NON può essere associato alla Land Art.

Mauri con la sua arte tocca aspetti culturali profondi, che coinvolgono nel loro insieme la storia; con una forte attenzione storica, studia la memoria dei luoghi; l’antropologia, la poesia, la filosofia, la letteratura, la sacralità, sino ad arrivare alle forme primordiali. Un impegno ecologico, come unico mezzo per dare risposta ai mille dubbi dell’uomo. Un ritorno alle origini, il riavvicinamento dell’uomo, ora mai civilizzato, alla natura. Completamente attraversabili e fruibili le sue opere, accolgono nuova vita: “Punto a creare un luogo che alla città non appartiene, una parentesi magica", diceva l'artista. “Destare meraviglia. In fondo è questa la molla di tutto il mio lavoro: immaginare che un giorno, da qualche parte, qualcuno possa provarne meraviglia".



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