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Nico Valsesia torna con 'La fatica non esiste'

CULTURA
Nico Valsesia torna con 'La fatica non esiste'

Nico Valsesia, dopo il grande successo al TEDx, torna in libreria a partire da oggi martedì 6 novembre con 'La fatica non esiste' in una versione arricchita da contenuti inediti, fra le quali, per esempio, le piccole storie di chi ha incontrato lungo i suoi viaggi.

Il libro del runner, ciclista e campione di endurance, uscito per Mondadori nel 2014 e giunto alla quarta ristampa nel 2017, oggi arriva tra gli scaffali in versione tascabile per la collana Oscar Bestsellers Open, che raggruppa i titoli di maggior successo destinati agli appassionati di sport come pratica filosofica prima che fisica. Oltre alla novità del formato tascabile, la nuova versione de 'La fatica non esiste' si arricchisce di contenuti inediti.

'La fatica non esiste', vincitore del Premio Geremia 2015 (Premio speciale Coni), è il primo libro di Valsesia scritto a quattro mani con Andrea Schiavon, giornalista sportivo e Premio Bancarella Sport 2013 col libro 'Cinque cerchi e una stella'.

Patagonia, Bolivia, Marocco, Tibet, India. Seguire le tracce di Valsesia significa avventurarsi in un viaggio che conduce ad alcuni dei luoghi più affascinanti del mondo. Dal Ladakh alle montagne dell'Atlante, dalla vetta dell'Ojos del Salado a quella del monte Bianco, in sella a una bicicletta Nico è stato ovunque, e dove non è potuto arrivare su due ruote ha proseguito a piedi o di corsa.

Un viaggiatore leggero, animato dal desiderio di esplorare i propri limiti. Quei limiti che ogni volta lui spinge un po' più in là, quando decide di partire per una nuova Race Across America: cinquemila chilometri di gara non stop attraverso gli Stati Uniti, dal Pacifico all'Atlantico, una distanza da coprire in nove giorni appena, pedalando anche di notte, senza fermarsi nemmeno di fronte ai tornado che spazzano le pianure del Kansas.

O quando in Bolivia si fa tentare dall'idea di attraversare di corsa il Salar de Uyuni, immenso deserto di sale a oltre tremila metri d'altezza, dove la fatica ha come cornice un'infinita distesa di bianco, nel quale il sole si riflette facendo perdere qualsiasi riferimento.

A far scattare la molla in Valsesia, però, non è solo la ricerca dell'impresa estrema o di un nuovo record, come quello stabilito conquistando i 4.810 metri del monte Bianco dopo essere partito in bici sedici ore prima dalle spiagge di Genova. Per lui ogni sfida, come ogni viaggio, rappresenta prima di tutto una continua gara con se stesso e con la propria capacità di sopportazione.

Noto in tutto il mondo per le sue imprese sportive estreme, Valsesia ha fatto del suo motto 'La fatica non esiste' un vero e proprio marchio di fabbrica. "Ripetere 'La fatica non esiste' sembra facile, ma le immagini di certe gare ed esperienze impressionano pure me, che le ho vissute. Pedalare o correre sino allo stremo, sentire le forze che si esauriscono è un viaggio nel viaggio, un'esplorazione dentro te stesso - racconta - Dal Monte Bianco al Kilimangiaro, dal Salar de Uyuni alla Race Across America, cambiano le coordinate e gli scenari, ma non la direzione".

"Quella è sempre la stessa. Un percorso nella fatica che mi ha permesso di cementare legami autentici con le persone che ho incontrato lungo la via. Un itinerario fatto di nuovi percorsi, di sorrisi sudati e sfiniti, che mi ha consentito di condividere con i miei figli la mia idea di mondo. Un posto dove, se lo vuoi, puoi arrivare ovunque", conclude.

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