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L'Abruzzo di Roberta Scorranese in 'Portami dove sei nata'

CULTURA
L'Abruzzo di Roberta Scorranese in 'Portami dove sei nata'

Ha tratto ispirazione dai suoi fantasmi, dai ricordi e dalle storie attuali della sua terra, per condividere con il pubblico una parte intima e profonda della sua vita. Roberta Scorranese giornalista del Corriere della sera è autrice di 'Portami dove sei nata', opera prima edita da Bompiani (pp. 208, prezzo di copertina 16 euro), una narrazione che per ambientazione, descrizione dei linguaggi, degli odori e dei sapori riporta inevitabilmente all’Abruzzo raccontato da Ignazio Silone. Protagonisti del libro sono il trionfo dei costumi e delle tradizioni, la capacità di sopravvivere al dolore, alla fatica, alla tritticata (il sisma) e all’ammidia (l’invidia), come anche il legame tra religiosità e superstizione, che finisce a volte per assumere una dimensione grottesca.


Il paese principale in cui si svolgono i fatti è Valle San Giovanni a pochi chilometri da Teramo tra gli anni ’40 e gli anni ’70, ma il ritorno dell’autrice nella sua terra, permette ripetuti salti temporali della narrazione affrontati però con la tecnica d’indagine della giornalista: l’Abruzzo di oggi, raccontato dalla Scorranese è ricco di persone e di storie che segnano una forte continuità con le vicende del passato. 'Portami dove sei nata' è soprattutto un’esplorazione della perdita (delle origini, della casa, degli affetti) che spinge però l’individuo a lottare per il recupero.

I singoli episodi tratti dai racconti di famiglia e raccolti dalla Scorranese sono legati ad una storia principale, quella di Gino e Chiarina, i nonni dell’autrice, protagonisti insieme alla sfortunata Celestina di una vicenda in cui l’onore della famiglia deve imporsi anche rispetto ai sentimenti e alla volontà del singolo. Intorno a loro ruotano tanti personaggi che contribuiscono alla realizzazione di un’opera che riesce ad essere al tempo stesso fiaba e racconto di vita vera.



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