A Brera, il 'Palazzo Dialogante' integra intelligenza artificiale (AI) e realtà estesa (XR) per trasformare il patrimonio culturale in un ecosistema digitale interattivo per i visitatori.
In occasione del convegno in programma oggi dal titolo 'Quantum C.O.M. Nuove intelligenze generative e mediali', nel contesto del progetto Pnrr Brera C.O.M (City Open Museum), l’Accademia di Belle Arti di Brera presenta il 'Palazzo Dialogante', un laboratorio di intelligenza artificiale immersiva sviluppato da Carraro Lab e dedicato al Cortile d’Onore del Palazzo di Brera. In anteprima a livello mondiale, sarà possibile sperimentare il Palazzo Dialogante sia attraverso visori di realtà virtuale durante il convegno, sia direttamente nel Cortile d’Onore dell’Accademia. Il progetto trasforma uno dei luoghi simbolo della cultura europea in un ecosistema digitale conversazionale tridimensionale. Grazie a una piattaforma italiana AI basata su tecnologia RAG (Retrieval Augmented Generation), le sculture del cortile – da Napoleone Bonaparte a Cesare Beccaria e ad altre figure centrali della cultura lombarda tra XVII e XIX secolo – prendono virtualmente parola. Il visitatore può dialogare con esse, ascoltarne l’auto-presentazione e approfondire i movimenti culturali rappresentati, dal Barocco al Romanticismo, fino al Risorgimento. (VIDEO)
Il sistema introduce un nuovo paradigma narrativo: la conversazione con l’intelligenza artificiale coincide con la navigazione tridimensionale dello spazio. Le risposte attivano collegamenti diretti a statue e punti interattivi, guidando l’esplorazione immersiva attraverso riprese a 360° che consentono un dialogo “faccia a faccia” con i personaggi storici. La piattaforma, denominata Extended Intelligence Lab, è coperta da brevetto italiano (Carraro LAB N. 102023000022941, registrato nel gennaio 2026 presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy) e integra realtà estesa e AI in un ambiente WebXR accessibile da visori VR/AR, smartphone e PC. Ospitata su server italiani e basata su soluzioni open source, garantisce indipendenza dai grandi LLM extraeuropei grazie a un sistema proprietario di selezione dei modelli linguistici.
Ispirato all’arte della memoria classica e alla tecnica dei loci et imagines, il palazzo dialogante trasforma l’architettura seicentesca e le sculture ottocentesche in nodi di una rete conversazionale animata dall’AI. L’edificio assume così un’identità collettiva e interattiva, invitando il pubblico a partecipare a un’esperienza culturale dinamica. Il progetto è anche un laboratorio didattico per docenti e studenti dell’Accademia, impegnati nella progettazione di ambienti XR + AI per la valorizzazione dei beni culturali, nella produzione di contenuti multimodali e nello sviluppo di nuove “agentes imagines” digitali, in collaborazione con storici e studiosi. Il Palazzo Dialogante propone così un nuovo modello di valorizzazione del patrimonio potenziato dall’intelligenza artificiale.