Si è conclusa il 18 aprile, nella sede milanese dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, la nona edizione del Festival internazionale di lingua e cultura araba promosso dall’Arabic Cultural Institute in collaborazione con la Sharjah Book Authority degli Emirati Arabi Uniti. Un appuntamento che anche quest’anno ha richiamato studiosi, artisti e appassionati da tutto il mondo, confermandosi come uno dei principali spazi di confronto sul dialogo culturale tra mondo arabo ed europeo. Il Festival, intitolato “The Arabic Weave in the Fabric of European Literature”, ha proposto una riflessione ampia e articolata sul rapporto profondo tra lingua araba e tradizioni letterarie europee. La due giorni ha visto la partecipazione di 25 relatori provenienti da 17 Paesi, confermando la vocazione internazionale dell’iniziativa. L’apertura, il 17 aprile, è stata dedicata ai saluti istituzionali e a una performance del coro degli studenti di lingua araba dell’Ateneo, che ha dato voce, in musica, al dialogo tra culture al centro della manifestazione.
Il cuore scientifico del Festival si è svolto il 18 aprile con un convegno dedicato ai rapporti tra tradizioni culturali e giuridiche arabe ed europee. Tra gli interventi di rilievo quello di S.E. il professor Adel Omar Sherif, primo vicepresidente della Corte costituzionale egiziana, che ha offerto una lettura comparata delle letterature giuridiche dei due mondi, mettendo in luce analogie, contaminazioni e percorsi comuni spesso poco conosciuti. A chiudere il Festival è stato un evento culturale dedicato alla poesia mediterranea contemporanea, uno dei momenti più intensi e partecipati della rassegna. Sul palco, quattro poetesse provenienti da altrettanti Paesi che si affacciano sul Mediterraneo - Libano, Siria, Tunisia e Turchia - hanno dato voce a temi universali come identità, memoria e migrazione, restituendo attraverso la poesia la complessità del presente.
La serata finale è stata arricchita da una performance interdisciplinare che ha intrecciato poesia, musica e danza, a cura degli artisti Sonia Fanuli, Giampaolo Mastropasqua, Gabriele Russillo e Silvia Manfredi, suggellando simbolicamente lo spirito del Festival: un intreccio di linguaggi, forme espressive e tradizioni capace di superare confini geografici e culturali.