Un libro a tre voci, quelle del piccolo Giuseppe Di Matteo, del fratello Nicola e del magistrato: è questa la forma narrativa data a un testo che vuole essere ricordo e carezza a una vittima innocente della mafia siciliana. Autori del libro sono il magistrato Fernando Asaro, oggi Procuratore della Repubblica di Marsala, ma già pubblico ministero in due dei quattro processi che hanno riguardato la vicenda giudiziaria del piccolo Di Matteo e Maristella Panepinto, giornalista professionista e già autrice di un altro testo sulla legalità per le edizioni Navarra. Un libro che mescola il genere narrativo della favola, quello della memoria familiare e dell’indagine giudiziaria. Una ricostruzione storica, giudiziaria e giornalistica, fatta interpretando il sentimento di una delle vicende più orribili della storia italiana.
Giuseppe Di Matteo ha solo dodici anni quando, il 23 novembre del 1993, viene rapito dagli uomini di Cosa Nostra al maneggio di Villabate, da lui abitualmente frequentato. Il bambino viene adescato con l’inganno, con la finta promessa che avrebbe riabbracciato il papà Santino, collaboratore di giustizia. Inizia un calvario lungo 779 giorni, che porterà il bambino in giro per la Sicilia, nascosto in covi angusti, fino all’epilogo dell’11 gennaio 1996, quando il quattordicenne Giuseppe viene ucciso e sciolto nell’acido. Mandanti del sequestro e dell’assassinio sono i capimafia Bagarella, Brusca, Messina Denaro e Graviano, che danno un messaggio di feroce vendetta ai collaboratori di giustizia, in primis a Santino Di Matteo. Per mettere in pratica il piano criminale si muovono una cinquantina di mafiosi. Gli autori raccontano la crudeltà della mafia, che non risponde ad alcun codice etico, uccide anche un bambino e lo fa per mano di personaggi a lui conosciuti da tempo. Non solo storia, ma anche la speranza, seminata da Giuseppe, che con il suo sacrificio ha squarciato il muro di omertà di Cosa Nostra, portando alla collaborazione di diversi capi mafia. Tra le pagine del libro anche una domanda: la società civile, dov’era? Nessuno ha visto? E oggi siamo in grado di ascoltare la storia del bambino senza voce?
Nella ricostruzione delle vicende umane e giudiziarie, è stata determinante la collaborazione di Nicola Di Matteo, fratello di Giuseppe e di Monica Genovese, legale storica della famiglia. Il disegno di copertina è stato realizzato da Massimo Montana, nove anni, studente dell’Ic Rapisardi-Garibaldi di Palermo. Il testo sarà presentato al Salone Internazionale del libro di Torino venerdì 15 maggio, alle ore 12, al padiglione Oval, Spazio Sicilia. Con gli autori, sarà presente, per un reading, il “cuntista” Salvo Piparo e l’avvocata Monica Genovese, modererà l’incontro la giornalista Germana Celestina Zuffanti. Il libro sarà distribuito in tutte le librerie da oggi, martedì 5 maggio e può essere acquistato online dal sito dell’editore al seguente link https://navarraeshop.it/products/la-storia-del-bambino-senza-voce-fernando-asaro-maristella-panepinto.