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Dai fantasmi all'alienazione del lavoro, Dylan Dog alle prese con nuovi 'incubi'

25 aprile 2016 | 13.54
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Fantasmi, vampiri e creature soprannaturali per una volta girano alla larga dal consueto universo di Dylan Dog. L'indagatore dell'incubo, che dal 1986 è diventato un imperdibile appuntamento mensile per gli appassionati di fumetti, si troverà alle prese con un 'mostro' altrettanto inquietante: l'alienazione del lavoro quotidiano. "Qual è lo scopo della vita? Diventare più umani o produrre di più?", si chiede il personaggio creato da Tiziano Sclavi nel nuovo mensile “La macchina umana”, in uscita in edicola il 29 aprile.

All’improvviso Dylan Dog si ritrova impiegato in un ufficio, nel quale l’orrore non è più quello rappresentato da mostri o serial killer bensì quello dell’ordinaria quotidianità all’interno di una multinazionale dagli scopi oscuri. Ma che cosa ci fa lì dentro Dylan? Come ci è finito? Come è accaduto che l’orrore del reale si sia sostituito a quello dell’immaginario? L’unica via di fuga, per l’Old Boy, pare provenire da un amore che potrebbe spingerlo a rimettere tutto in discussione.

Il nuovo volume della serie regolare di Dylan Dog racconta quindi l’ufficio come aberrante luogo di alienazione, e l’ordinaria routine impiegatizia come un incubo.

La nuova storia di Alessandro Bilotta, con i disegni di Fabrizio De Tommaso e la copertina di Angelo Stano, permette di riflettere sul lavoro, per capire che cosa è diventato oggi, e cosa rappresenta nel mondo contemporaneo.

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