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Arte: Daverio, record ad asta New York? prezzi base sono tutta una moina

12 maggio 2015 | 13.28
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Per i critico d'arte, che commenta all'AdnKronos i record segnati ieri da New York da Christie's, la bravura degli esperti delle case d'asta "è proprio nel fare delle stime molto basse, in modo da creare prima attenzione e poi clamore per i risultati. E' tutta una moina, semplicemente un meccanismo di comunicazione"

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Il critico d'arte Philippe Daverio

L'asta di Christie's ieri a New York ha visto 10 nuovi record di prezzo, fra i quali spiccano i 179,4 milioni di dollari per 'Les femmes d'Alger' di Picasso ed i 141,3 milioni di dollari per 'L'homme au doigt' di Alberto Giacometti, sempre con forti aumenti rispetto ai prezzi base fissati dagli esperti della casa d'aste ma "la loro bravura è proprio nel fare stime molto basse, in modo da creare prima attenzione e poi clamore per i risultati. E' tutta una moina, semplicemente un meccanismo di comunicazione", commenta, all'AdnKronos, il critico d'arte Philippe Daverio.

"Queste aste sono una celebrazione dell'allegria, fanno venire in mente la scritta che campeggiava sui flipper di una volta, 'E' divertente competere' -prosegue Daverio- perchè è divertente giocare a essere ricchissimi e l'arte diventa la celebrazione massima della ricchezza".

Quanto ai record, "questi prezzi si raggiungono solo con le blue chip internazionali dell'arte, come in questo caso, che non danno mai delusioni. A questo si aggiunge che ormai la massa monetaria in libera circolazione nel mondo è enorme. Molti non comprano per investire ma per prestigio, per divertimento. A questi prezzi può sembrare strano ma bisogna tenere presente che al mondo ci sono 18 milioni di persone che possono spendere più di un milione di dollari l'anno in beni voluttuari e almeno un mezzo milione di persone che possono spenderne tranquillamente alcune centinaia. Oltretutto l'arte nel suo complesso commercialmente va bene, anche se, fuori delle blue chip, ci sono vasti settori perennemente fiacchi", conclude Daverio.

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