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Di Berardino (Cgil): lavoro è emergenza, serve nuovo modello sviluppo per Lazio

20 marzo 2014 | 18.41
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Roma, 20 mar. (Labitalia) - "La vera emergenza è il lavoro, deve essere il tema centrale dell'agenda, e da esso dipende tutto. E il lavoro deve essere ancorato alla ricerca di un nuovo modello di sviluppo, perchè quello che abbiamo conosciuto in questi anni a Roma e nel Lazio non regge più, non crea più occupazione, e quando lo fa è sempre più di bassa qualità e con pochi diritti". Così Claudio Di Berardino, riconfermato ieri segretario generale della Cgil di Roma e Lazio dal 6° congresso dell'organizzazione sindacale, spiega, a Labitalia, i punti al centro del suo programma per il nuovo mandato.

"Il nostro lavoro -spiega il dirigente sindacale- si fonda sempre sulla risoluzione dei problemi degli iscritti, lavoratori, disoccupati e pensionati. E il nuovo modello di sviluppo a cui dobbiamo guardare deve essere basato su innovazione, ricerca, infrastrutture materiali e immateriali, riqualificazione urbana delle città, sostenibilità. E intorno al nuovo modello di sviluppo deve nascere una nuova idea di città, una nuova idea di Roma".

Di certo, per Di Berardino, lo sviluppo non si crea con il taglio delle risorse. "Abbiamo bisogno ad esempio che le prestazioni sociali, il welfare, non vengano ulteriormente contratte. Altro nodo centrale è quello del fisco, che deve essere equo e progressivo: chi ha di meno paga di meno, chi ha di più deve pagare di più".

Il sindacato, assicura, è pronto a fare la sua parte. "Continuiamo a lavorare con Cisl e Uil e la Regione Lazio -dice Di Berardino- affinchè, dopo il patto per il fisco, si arrivi alla firma del Patto per lo sviluppo e l'occupazione. E la nuova legge regionale su innovazione e ricerca deve essere applicata sul territorio con collegamenti tra atenei e imprese".

E la Capitale deve essere parte centrale di questo nuovo modello di sviluppo, secondo la Cgil. "Al centro della nostra attenzione -spiega- c'è il salva-Roma e anche il bilancio del Comune per il 2014, perchè da questo dipenderà non solo l'attività per l'anno in corso ma per tutta la legislatura. Diciamo no ai tagli lineari e alla vendita delle municipalizzate, che anzi devono essere il motore della ripresa e del rilancio dell'occupazione".

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