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Di Maio contro negozi aperti 7 giorni su 7: "Governo intervenga"

03 novembre 2019 | 14.31
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"Andare avanti nella tutela delle persone che lavorano". E sottolinea: "Dl riders è legge, primi in Ue"

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"Dopo il decreto dignità e il decreto Riders, dobbiamo andare avanti come governo nella tutela delle persone che lavorano, come nel caso delle partite Iva e dei lavoratori dipendenti degli esercizi commerciali che, a causa delle liberalizzazioni, sono sprofondati nella giungla degli orari di apertura e chiusura, cercando invano di battere i centri commerciali, rimanendo aperti 12 ore al giorno e 7 giorni su 7". Lo scrive su Facebook il ministro e capo politico del M5S Luigi Di Maio, salutando la firma del dl riders e ricordando che "ci sono sempre più 'riders' in ogni categoria, giovani e meno giovani senza orario di lavoro, persone senza 'diritto alla disconnessione', lavoratori che pur di lavorare sono disposti a non guadagnare, operai ricattati di essere sostituiti con una macchina, se non abbassano le loro pretese".

"Ho aspettato la firma del Capo dello Stato per parlare - scrive Di Maio - Ma adesso più che mai sento l’esigenza di dirvi una cosa importante. Da ministro del Lavoro del precedente governo, il giorno del mio insediamento, il 5 giugno 2018, avevo invitato al ministero i giovani riders che tramite una app ogni giorno in bici portano cibo a casa degli italiani. E spesso per le carenti condizioni di sicurezza delle nostre strade rischiano addirittura la vita. Non avevano un minimo orario, non avevano tutele assicurative, non avevano rimborsi spese, non avevano tutela pensionistica e non avevano neanche un datore di lavoro. Erano schiavi di un software che in base al punteggio li faceva lavorare di più o di meno, senza orari. Da oggi sono lavoratori con le stesse tutele di un lavoratore dipendente".

"Non dipenderanno più dal punteggio del software - prosegue - avranno tutele assicurative e pensionistiche, rimborsi spese e un minimo orario garantito. Il decreto legge riders è stato l’ultimo provvedimento che ho firmato da ministro del Lavoro, prima della caduta del precedente governo. Da oggi è Legge. E per questo ringrazio il gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle, la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo e tutta la struttura del suo ministero per averne assicurato il percorso di conversione. È la prima legge in Europa che garantisce diritti di questo tipo", rivendica Di Maio.

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