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eCommerce: Liscia (Netcomm), sempre più canale necessario per imprese

19 febbraio 2015 | 17.52
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"L'eCommerce è sempre più un canale necessario e cruciale per le imprese che vogliano fare business sia nel nostro Paese sia su scala globale". Lo ha affermato Roberto Liscia, presidente di Netcomm, nel suo intervento al convegno "L'eCommerce: un'opportunità di sviluppo per l'economia italiana" che si è svolto alla Camera dei deputati.

"Proprio il mondo della politica, cui ci rivolgiamo presentando oggi il primo documento sull’ecommerce, deve cogliere le opportunità che solo la rete è in grado di assicurare al nostro tessuto imprenditoriale, aiutando e sostenendo - continua Liscia - le aziende, le startup e i player internazionali con norme chiare e trasparenti. Le imprese italiane che vendono online sono oggi solo il 4% del totale, l’accesso alla banda larga rimane carente e la copertura finanziaria per gli investimenti necessari sono ancora un interrogativo non risolto", aggiunge il presidente di Netcomm.

"L'Italia - continua - è conosciuta nel mondo per i suoi prodotti. Tutte le piccole e medie imprese italiane che producono e commercializzano questo tipo di prodotti hanno degli spazi di mercato straordinari. Stiamo tecnicamente parlando di una platea di oltre un miliardo ci consumatori che abitualmente compra online e di 2,6 miliardi di individui che sono su internet. Ma stiamo perdendo competitività a livello globale - avverte Liscia - e non riusciamo a sfruttare il potenziale del made in Italy che potrebbe trovare più facilmente sbocchi su questi mercati".

"Da anni - spiega ancora - diamo conto col Politecnico di Milano dei numeri che caratterizzano questo settore economico, il cui andamento in termini di fatturato complessivo cresce a doppia cifra, intorno al +20% all’anno negli ultimi 6 anni ed è stimato oltre i 13 miliardi di euro per il 2014, congiuntamente all’impennata del numero di acquirenti online italiani che sono passati in tre anni da 9 a 16 milioni".

"Stiamo finalmente assistendo a un forte interesse delle imprese, in particolare del made in Italy e della grande distribuzione, che si sono rese conto delle grandi opportunità che il digitale può offrire in un momento in cui i fattori recessivi stanno mettendo in discussione i modelli di business e di vendita tradizionali. Il ritardo, malgrado i fattori positivi che stiamo osservando però rimane - conclude Liscia - e l’Italia è ultima in quasi tutte le classifiche su tutti i fattori che condizionano lo sviluppo".

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