Stipendi: le istruzioni sulle nuove flat tax per il 2026

Per gli stipendi di quali dipendenti si applicano le novità della Legge di Bilancio 2026 e come cambia il calcolo delle buste paga?

Stipendi: le istruzioni sulle nuove flat tax per il 2026
28 febbraio 2026 | 12.30
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Flat tax sugli aumenti in busta paga e su notturni, festivi, turni: come funzionano le nuove forme di tassazione piatta introdotte dalla Manovra?

Risponde la circolare n. 2 del 2026 dell'Agenzia delle Entrate, la quale chiarisce il perimetro di applicazione delle nuove flat tax e circoscrive le novità nel calcolo delle buste paga.

Niente IRPEF sugli incrementi contrattuali, ma solo per gli aumenti sugli stipendi del 2026 e restano esclusi gli arretrati una tantum. Su notturni, festivi e turni si applica, invece, una flat tax del 15 per cento, ma nessuna agevolazione è prevista per gli straordinari canonici.

Flat tax sugli aumenti in busta paga: quali voci sono tassate al 5%?

Il documento pubblicato il 24 febbraio dall’Agenzia delle Entrate chiarisce come applicare le nuove flat tax in busta paga, a partire da quella del 5 per cento prevista per lavoratrici e lavoratori dipendenti del settore privato, che non superano la soglia dei 33.000 euro.

La misura riguarda solamente gli importi che derivano dai rinnovi dei CCNL sottoscritti tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026. Non si fa alcun riferimento, invece, ai contratti territoriali e aziendali.

Per quel che riguarda, poi, i tempi di applicazione della novità, l’AdE precisa che l’agevolazione si applica sugli importi corrisposti dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026, fermo restando il principio di cassa allargato, anche quando c’è una distribuzione in più anni degli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi contrattuali.

Quali sono gli importi per i quali non si applica l'IRPEF ma la tassa piatta del 5 per cento?

L'agevolazione trova applicazione alle somme delle buste paga del 2026, che rientrano nel perimetro ben definito dalla norma, relative alla retribuzione diretta, quindi le dodici mensilità di stipendio, la tredicesima e la quattordicesima mensilità. Sono comprese poi le assenze retribuite come malattia, maternità o paternità o infortunio. Tassa piatta anche per l’aumento contrattuale, che assorbe l’importo riconosciuto al dipendente a titolo di superminimo.

Al contrario, sono esclusi dal perimetro di applicazione della tassa piatta gli eventuali arretrati previsti dal rinnovo contrattuale ed erogati insieme agli stipendi del 2026, le somme a titolo di indennità di vacanza contrattuale e tutte le voci fuori dall’ordinario, quali ad esempio gli scatti di anzianità o le maggiorazioni per lavoro notturno o festivo.

Flat tax su notturni, festivi e turni: cosa cambia

La seconda flat tax introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 riguarda proprio queste ultime voci della busta paga, e prevede un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali del 15 per cento.

A poterne beneficiare sono tutti i dipendenti con un reddito fino a 40.000 euro (sono esclusi lavoratori e lavoratrici che operano nel turismo a cui è dedicata un’agevolazione ad hoc).

Come chiarito dall’Agenzia, la tassa piatta si applica alle somme aggiuntive erogate con lo stipendio, fino al limite annuale di 1.500 euro.

Alle somme in busta paga per lavoro straordinario (non festivo o non notturno) e ai compensi che sostituiscono la retribuzione ordinaria, invece, non è possibile applicare alcuna tassazione agevolata.

Le due nuove flat tax previste si applicano in automatico agli stipendi.

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