"L’intelligenza artificiale è la nuova infrastruttura su cui si costruiranno produttività, competenze e modelli sociali dei prossimi decenni e va letta come un acceleratore del lavoro umano, non come il suo sostituto". Ad affermarlo è Maurizio Marchesini, Vicepresidente di Confindustria per il Lavoro e le Relazioni Industriali, all’evento Ia e lavoro: governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità.
"L’Ia sta trasformando i ruoli professionali e le imprese stanno riprogettando le organizzazioni del lavoro: quattro competenze su dieci saranno nuove nei prossimi anni”, precisa Marchesini. “L’Europa non può permettersi di perdere la sfida dell’Ia: significherebbe rinunciare a decidere il proprio destino economico e, con la sovranità industriale, anche la qualità del lavoro”, spiega Marchesini.
“Sarebbe utile un grande patto nazionale su tre pilastri: formazione continua come responsabilità condivisa, monitoraggio congiunto dell’impatto tecnologico nei luoghi di lavoro e contrattazione sempre più orientata a produttività, innovazione organizzativa e qualità occupazionale, scegliendo l’innovazione invece della paura”, conclude.