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Effetto Jobs Act: crescono i contratti stabili e si aprono meno partite Iva

10 settembre 2015 | 19.22
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Emergono i primi chiari segnali dell'effetto Jobs Act. I dati dell'Inps certificano l' aumento dei contratti stabili, nei primi sette mesi del 2015, rispetto al corrispondente periodo del 2014, i nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato nel settore privato sono 286.126 in più rispetto allo stesso periodo del 2014. Mentre l'Osservatorio del Mef sulle partite Iva registra un calo a luglio delle nuove aperture, -6,9%.

Contratti stabili. Le nuove assunzioni a tempo indeterminato nel settore privato stipulate in Italia, rilevate da Inps, sono state 1.093.584, il 35,4% in più rispetto all'analogo periodo del 2014. Le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti di lavoro a termine, comprese le “trasformazioni” degli apprendisti, sono state 388.194 (l’incremento rispetto al 2014 è del 41,6%). Pertanto, la quota di assunzioni con rapporti stabili sul totale dei rapporti di lavoro attivati/variati è passata dal 32,8% dei primi sette mesi del 2014 al 40,2% dello stesso periodo del 2015.

Contratti in più. La variazione netta tra i nuovi rapporti di lavoro e le cessazioni, pari rispettivamente a 3.298.361 e 2.592.233, è di 706.128; nello stesso periodo dell’anno precedente è invece stata di 470.604.

Partite Iva. A luglio ne sono state aperte 40.316 con una flessione rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (-6,9%). Il Tesoro evidenzia che il calo "potrebbe essere stato influenzato dall’entrata in vigore delle nuove forme contrattuali previste dal 'jobs act', accompagnate dagli incentivi fiscali per le assunzioni a tempo indeterminato, che potrebbero aver favorito la costituzione di rapporti di lavoro dipendente rispetto a rapporti di lavoro autonomo con partita Iva". Rispetto a luglio 2014, si rilevano decisi decrementi di aperture per le persone fisiche (-10,9%) e le società di persone (-9,3%).

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