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Egitto: Il Cairo, commenti a sentenze sono attacco a indipendenza magistrati

25 marzo 2014 | 15.04
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(Aki) - "Le sentenze della magistratura non possono essere commentate, ne' dalle parti interne e ne' dall'esterno, poiche' questo e' da considerarsi un attacco all'indipendenza" della magistratura stessa. E' quanto ha dichiarato il portavoce del ministero egiziano della Difesa, Abdel Azim al-Ashari, a commento delle reazioni suscitate sulla scena interna e a livello internazionale dalla condanna a morte di 529 Fratelli Musulmani da parte del tribunale di Minya, nel sud dell'Egitto.

Ashari ha ricordato che gli imputati del maxiprocesso che vede coinvolti circa 1.200 elementi della Fratellanza "sono comparsi di fronte a una corte ordinaria e a un giudice normale e non a un tribunale straordinario", precisando che "il giudice, dopo aver ascoltato i testimoni, ha emesso una risoluzione, e non un verdetto, perche' il mufti di Stato dia il suo parere al riguardo".

Inoltre, "tutti gli imputati, in caso di condanna a morte o all'ergastolo, hanno il diritto di fare ricorso alla Corte d'appello, cosi' come il pubblico ministero ha diritto a impugnare la sentenza quand'anche gli imputati non l'avessero fatto", ha aggiunto Ashari, ricordando che "la Corte d'appello puo' annullare la sentenza e inviarla ad un'altra sezione perche' riveda da capo il processo oppure puo' confermarla". Se poi la nuova sezione dovesse giungere alle stesse conclusioni, "gli imputati hanno la possibilita' di fare ricorso in appello una seconda volta", ha aggiunto Ashari, mettendo in evidenza che "la maggior parte di coloro i cui dossier sono stati trasferiti al mufti, ossia oltre 350 imputati, sono stati processati in contumacia. Se fossero stati presenti - ha precisato - il tribunale li avrebbe ascoltati e si sarebbe fatto un'idea specifica su ogni caso".

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