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Elezioni Usa, "ha vinto Biden": il verdetto dei 6 stati chiave

01 dicembre 2020 | 12.11
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(Afp)

Joe Biden ha vinto negli stati chiave delle elezioni Usa 2020. Il verdetto arriva a quasi un mese dal voto. Con gli annunci di Wisconsin ed Arizona, che hanno ufficializzato la vittoria di Biden, sono stati certificati i risultati elettorali in tutti i sei stati - oltre ai due citati, Pennsylvania, Michigan, Georgia e Nevada - in cui Donald Trump ha contestato la sua sconfitta. Si restringe quindi la possibilità del presidente di rovesciare il risultato elettorale, anche se lui ed i suoi alleati continuano ad affermare di voler continuare i ricorsi legali adducendo accuse di brogli che, a quasi un mese dal voto del 3 novembre, non sono riusciti a dimostrare con prove di fronte a decine di giudici.

Elezioni Usa, Arizona: "Qui ha vinto Biden"

Biden quindi è sempre più vicino alla dichiarazione definitiva della sua vittoria, con la riunione, il 14 dicembre prossimo, del Collegio Elettorale che ratificherà i suoi 306 voti elettorali ottenuti, contro i 232 di Trump. Non si prevede che nelle prossime due settimane il presidente possa accettare la sconfitta, se ancora ieri notte, in un collegamento telefonico con un evento organizzato da deputati repubblicani dell'Arizona ha definito le elezioni del 2020 "il più grande imbroglio mai perpetrato contro il nostro Paese".

Trump si è scagliato contro Doug Ducey, governatore repubblicano dell'Arizona che ha difeso la correttezza delle elezioni, per essersi "affrettato" a ratificare la prima vittoria di un democratico nello stato dal 1996. "L'Arizona non dimenticherà che Ducey ha fatto questo", ha aggiunto allargando la sua crociata contro i repubblicani colpevoli di non essersi schierati con lui, come le autorità della Georgia, altro stato tradizionalmente repubblicano in cui ha vinto Biden.

Le posizioni assunte da questi leader repubblicani locali sono in contrasto con la leadership nazionale che da settimane rimane silente di fronte alle continue accuse, senza fondamento, di Trump alla sicurezza del sistema elettorale americano. Accuse che appaiono "un tentativo di minare la fiducia nelle elezioni, confondere e spaventare la gente", ha affermato in un'intervista recente Chris Krebs, l'ex direttore dell' U.S. Cybersecurity and Infrastructure Security Agency, che è stato licenziato da Trump dopo aver detto che le elezioni sono state sicure.

Ed quotidiano conservatore come il Wall Street Journal ha ospitato l'articolo del direttore esecutivo di Dominion Voting Systems, società accusata da Trump ed i suoi legali di aver fornito le macchine elettorali in grado, attraverso un sistema che farebbe capo a regimi comunisti, di trasformare i voti di Trump in voti per Biden.

"Le accuse contro Dominion sono bizzarre, ma voglio essere chiaro - ha scritto il Ceo John Poulos - Dominion è una società americana che ha sede a Denver, non è mai stata una copertura per i comunisti, non ha legami con Hugo Chavez, il defunto dittatore venezuelano". Inoltre ha affermato che le macchine elettorali di Dominion non usano il "software smartmatic che è finito sotto attacco e non c'e' nessun algoritmo segreto per trasformare i voti".

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