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Elezioni Usa, l'ultima trincea di Trump

01 dicembre 2020 | 13.02
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(Afp)

Donald Trump continua ad arretrare, ma non ad arrendersi, di fronte all'ineluttabilità della vittoria di Joe Biden e ora l'ultima trincea appare essere una manovra tanto improbabile quanto disperata: convincere i suoi alleati repubblicani al Congresso ad intervenire e sfidare la vittoria del democratico anche dopo il voto del Collegio Elettorale del prossimo 14 dicembre.

La legge elettorale federale infatti prevede che spetta al Congresso ratificare, alcune settimane dopo, il voto del Collegio e un meccanismo, raramente usato, prevede che i singoli deputati e senatori possano contestare i risultati. E Politico oggi riporta che diversi deputati repubblicani stanno valutando questa possibilità.

"Non viene escluso niente", ha affermato Matt Gaetz, uno dei principali irriducibili trumpiani della Camera ricordando che esistono precedenti recenti in cui i democratici, in occasione delle vittorie di George Bush nel 2001 e nel 2005 e poi di Trump nel 2017, hanno tentato la manovra.

Quando nel gennaio del 2017 un gruppetto di deputati dem si oppose alla ratifica dell'elezione di Trump in una seduta che era presieduta proprio da Biden, allora vice presidente uscente. "E' finita", disse Biden zittendo i democratici e provocando gli applausi dei repubblicani. Questa volta a presiedere la seduta sarà Mike Pence, che si potrà trovare in una situazione molto più difficile nel gestire eventuali contestazioni se il presidente continuerà a negare la realtà della sua sconfitta.

Risale al 1887 la legge, l'Electoral Count Act, che prevede che il 6 gennaio dopo le elezioni si riuniscano Camera e Senato rinnovati, il cui insediamento è previsto per il 3 gennaio, per ratificare il voto del Collegio Elettorale. Salvo eclatanti sorprese si prevede che il 14 dicembre il Collegio eleggerà Biden con 306 voti contro i 232 di Trump.

Secondo la legge, un deputato e un senatore possono presentare per iscritto una contestazione argomentata delle elezioni, a questo punto si avvierebbe un dibattito di due ore e poi si passerebbe a votare la ratifica delle certificazioni stato per stato.

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