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Energia, per clienti domestici prezzi piu’ bassi di media Ue

09 luglio 2021 | 14.14
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I prezzi medi dell’energia elettrica per i consumatori domestici italiani mostrano per il 2020 un deciso miglioramento rispetto agli altri paesi dell’Area euro, in termini sia di prezzi al lordo degli oneri e delle imposte, sia di prezzi netti. Nel 2020 per la prima volta si registrano prezzi lordi più bassi rispetto a quelli della media europea per tutte le classi di consumo domestico, con l’eccezione della prima classe (consumi inferiori a 1.000 kWh/anno). E' quanto emerge dalla Relazione annuale dell'Arera.

Le classi DB (1.000 - 2.500 kWh) e DC3 (2.500 – 5.000 kWh) mostrano un differenziale negativo nei prezzi lordi rispettivamente del -4% e del -3% (contro rispettivamente il -5% e il +1% del 2019). Queste classi sono quelle dove si concentrano i maggiori consumi nel nostro Paese, coprendo in un caso il 40% e nell’altro il 41% del totale dell’energia elettrica fatturata al settore domestico nel 2020, sottolinea la Relazione.

Le ultime due classi (con consumi tra 5.000 e 15.000 kWh/a per la DD e superiori a 15.000 kWh/a per la DE), che rappresentano quote limitate dei volumi complessivi del settore domestico (11% per la DD e 1% per la DE) sono quelle nelle quali vi sono stati i miglioramenti più significativi: i differenziali sono passati infatti in termini lordi, rispettivamente dal +9% del 2019 al -1% del 2020, e dal +13% al -6%. Ancora nel 2016 i prezzi per le classi dalla terza in avanti erano superiori a quelli della media dell’Area euro per percentuali dal +6% al +34%.

In termini di valori assoluti delle imposte, l’Italia non è più il paese con i valori più alti, insieme alla Germania. In termini di incidenza della componente oneri (oneri generali più imposte), nel 2020 si registra una quota compresa tra il 31% della classe DB e poco meno del 47% dell’ultima classe, valori non troppo distanti da quelli medi dell’Area euro.

Con riferimento ai principali paesi europei, nel 2020 la Germania si conferma il paese con i prezzi dell’energia elettrica più alti per il comparto domestico.

Rispetto all’omologo tedesco, il cliente domestico italiano continua a pagare prezzi finali decisamente inferiori, con un divario rimasto sostanzialmente stabile rispetto al 2019 per la classe DB, pari a circa il -26% e aumentato dal -22% al – 28% per la DC, da -16% al -27% per la classe DD e dal -11% al -28% per l’ultima classe DE. In termini di prezzi netti diminuiscono, diventando in taluni casi anche negativi, i differenziali rispetto a Germania e Francia, con diminuzione crescente all’aumentare della classe

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