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Facebook, svelata identità della 'talpa', che accusa: 'Odio sui social fa guadagnare'

04 ottobre 2021 | 18.07
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La 'talpa' di Facebook ha rivelato la sua identità alla Cnn, ribadendo l'accusa che Fb è consapevole che le sue piattaforme diffondono odio, violenza e disinformazione, ma ha sempre cercato di nasconderlo per motivi d'interesse. "Quello che ho visto a Facebook è che c'è un conflitto d'interessi fra quello che è bene per il pubblico e quello che è buono per Facebook. E Facebook ha sempre scelto di ottimizzare i suoi interessi, come fare più soldi", ha detto Frances Haugen, che si è fatta intervistare alla trasmissione "60 minutes" dopo aver condiviso decine di migliaia di pagine di documenti interni del social con il Wall street Journal e presentato otto esposti alla Securities and Exchange, l'ente che regola la borsa americana. Domani testimonierà davanti ad una commissione del Senato.

Haugen, 37 anni, è entrata a Facebook nel 2019 per occuparsi di contrastare la disinformazione come product manager nell'ambito di una squadra impegnata per l'integrità civica. Ma la squadra è stata sciolta dopo le elezioni americane. E Haugen, sempre più delusa, ha cominciato a raccogliere documenti.

Secondo la manager, il fondatore del social, Mark Zuckerberg, "non ha mai voluto creare una piattaforma d'odio, ma ha permesso scelte i cui effetti collaterali sono che i contenuti di odio e divisivi sono più distribuiti e raggiungono più persone".

Una delle conseguenze di queste scelte è che "vengono ottimizzati i contenuti che producono reazioni", ma le ricerche interne di Fb dimostrano che "contenuti pieni di odio, divisivi, che polarizzano, ispirano più facilmente rabbia nelle persone". La compagnia, sostiene Haugen, riconosce che "se cambia l'algoritmo perché sia più sicuro, la gente rimarrà meno tempo sui siti, cliccherà su meno annunci e loro faranno meno soldi". "Facebook - spiega - fa più soldi se uno consuma più contenuti. Le persone amano rapportarsi con cose che producono reazioni emotive. E più sono esposte alla rabbia, più interagiscono e più consumano"

Dopo la trasmissione, Fb ha respinto le accuse. "Continuiamo ad avere significativi miglioramenti nel contrasto alla diffusione di disinformazione e contenuti dannosi. Suggerire che incoraggiamo contenuti cattivi senza far nulla non è semplicemente vero", ha detto la portavoce la portavoce Lena Pietsch.

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