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Fatebenefratelli-Isola Tiberina in blu contro il diabete

14 novembre 2018 | 19.34
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(Foto AdnKronos)

L'Ospedale Fatebenefratelli all'Isola Tiberina si illumina di blu, colore simbolo della lotta al diabete. È lo storico ospedale romano a dare il via nella Regione Lazio alle iniziative promosse dalla Società italiana di diabetologia (Sid) in occasione della Giornata mondiale del diabete che si celebra oggi. L’iniziativa quest'anno è focalizzata sul ruolo centrale della famiglia, che può essere al tempo stesso “culla” della prevenzione e “fonte” della malattia, in base alle scelte operate nel vivere quotidiano su alimentazione, attività fisica, stili di vita. L'accensione delle luci è stata preceduta da un incontro a cui hanno partecipato le società scientifiche, esponenti delle istituzioni e le associazioni dei pazienti.

"L''Isola' vuol diventare un po' il faro al centro di Roma con cui comunicare e rappresentare tutta una serie di iniziative a favore della salute - commenta all'AdnKronos Salute il direttore generale del Fatebenefratelli, Stefano Michelini - All'interno dell'ospedale abbiamo un'unità specialistica e siamo centro di ricerca universitario dedicato al diabete, e questo ci consente di avere un approccio multidisciplinare alla patologia. Accogliamo pazienti da tutto il Lazio e da molte parti d’Italia. Ogni anno assistiamo in questo campo oltre 4000 pazienti, fornendo loro approcci diagnostici e terapeutici all’avanguardia, in particolare nell’ambito della gestione delle nuove tecnologie per la cura della malattia".

"In Italia ci sono oggi più di 3 milioni di persone con diabete, e circa 1 milione e mezzo che non sa di averlo. È un'epidemia - sottolinea Simona Frontoni, direttore delle Uoc di Diabetologia ed Endocrinologia e Malattie metaboliche - Per prevenire il diabete dobbiamo lavorare sugli stili di vita, promuovere la giusta alimentazione, l'attività fisica. Bisogna iniziare a farlo fin dall'infanzia, lavorare sui bambini, prevenendo l'obesità. Questo vale particolarmente anche per la fascia di età 13-15 anni e vale soprattutto per il sud e le isole. I bambini del sud sono obesi, ed è evidente che se riusciamo a prevenire l'obesità in questa generazione sicuramente possiamo ridurre i nuovi casi di diabete. Dobbiamo lavorare anche a livello culturale, nelle scuole e nelle famiglie. È nella famiglia che bisogna far crescere i bambini in maniera adeguata. Se ai bambini insegniamo i corretti stili di vita, saranno degli ottimi messaggeri per i genitori. Anche le opportunità di movimento che ci offre la città in cui viviamo - osserva - sono strumenti fondamentali per un’adeguata prevenzione della patologia diabetica".

In questo contesto, la Sid lancia il concorso fotografico #MoveAndTheCity su Instagram e sugli altri canali social della società, dove invita gli utenti a raccontare con una foto in che modo l’intera famiglia si tiene in movimento esplorando insieme la città.

"Siamo orgogliosi di questo evento - ha dichiarato Marco Baroni, presidente Lazio Sid - Questa Giornata serve a ricordare che il diabete non è solo la malattia della glicemia, ma anche delle complicanze. Serve a chi non lo ha per conoscerlo e prevenirlo. La famiglia - ha ribadito - è il terreno dove gestire la malattia, magari con l'attività fisica fatta insieme". Dello stesso avviso Lelio Morvidicci, presidente Lazio Associazione medici diabetologi (Amd), che ha evidenziato come la famiglia possa essere il "punto di riferimento per il malato, il primo ambiente dove iniziare la prevenzione".

"Credo che la capacità di affrontare il tema del diabete sia lo specchio del buon funzionamento del servizio sanitario - ha concluso Teresa Petrangolini, consigliere Regione Lazio - È una delle misure per capire la capacità di prevedere, cogliere i segni e fare prevenzione. La cifra della qualità di un sistema dipende anche dal numero delle persone che evitiamo di far andare in ospedale".

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