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Papa ai giovani: "Ascoltare anche chi temiamo possa farci del male"

CRONACA
Papa ai giovani: Ascoltare anche chi temiamo possa farci del male

(Afp)

"Ascoltare coloro che non comprendiamo; quelli che vengono da altre culture, altri popoli; anche quelli che temiamo perché crediamo che possono farci del male". Papa Francesco lo chiede ai giovani della Gmg, raccolti nella spianata di Blonia a Cracovia.


Esorta il Pontefice: "Chiediamo tutti insieme al Signore di lanciarci nell’avventura della misericordia! Lanciaci nell’avventura di costruire ponti e abbattere muri, recinti e reti; lanciaci nell’avventura di soccorrere il povero, chi si sente solo e abbandonato, chi non trova più un senso per la sua vita".

E, ancora, ribadisce Papa Francesco, "accogliere con un cuore misericordioso i profughi e i migranti". "Un cuore misericordioso - ricorda - ha il coraggio di lasciare le comodità, sa andare incontro agli altri, riesce ad abbracciare tutti, sa essere un rifugio per chi non ha mai avuto una casa o l'ha perduta, sa creare un ambiente familiare per chi è dovuto emigrare, è capace di tenerezza e di compassione, sa condividere il pane con chi ha fame, si apre per ricevere il profugo e il migrante".

Papa Francesco si rivolge con un 'fuori programma' ai giovani della Gmg: "Le cose si possono cambiare. Voi siete convinti che le cose si possono davvero cambiare?". E raccoglie un prolungato e gridato "Sì!", in italiano, dai giovani provenienti da ogni continente.

Osserva il Papa: "Quando Gesù tocca il cuore di un giovane, di una giovane, questi sono capaci di azioni veramente grandiose. È stimolante, sentirli condividere i loro sogni, le loro domande e il loro desiderio di opporsi a tutti coloro che dicono che le cose non possono cambiare. Voi siete capaci di sognare?, chiede ancora ai giovani, ricevendo un altro, convinto "Sì!".

"Fa pensare - dice Francesco - vedere giovani che perdono gli anni belli della loro vita e le loro energie, correndo dietro a venditori di false illusioni, a 'venditori di fumo', che vi rubano il meglio di voi stessi".

"Mi addolora - confessa poi il Pontefice - incontrare giovani che sembrano 'pensionati' prima del tempo. Mi preoccupa vedere giovani che hanno gettato la spugna prima di iniziare la partita. Che si sono arresi senza aver cominciato a giocare. Che camminano con la faccia triste, come se la loro vita non avesse valore. Sono giovani essenzialmente annoiati e noiosi", commenta.

Allo stesso tempo, "è difficile e ci interpella vedere giovani che lasciano la vita alla ricerca della 'vertigine' o di quella sensazione di sentirsi vivi per vie oscure che poi finiscono per pagare e pagare caro. Per questo, cari amici, ci siamo riuniti per aiutarci a vicenda, perché non vogliamo lasciarci rubare il meglio di noi stessi, non vogliamo permettere che ci rubino le energie, la gioia, i sogni con false illusioni".

Spiega poi Francesco: "L'importante non è non cadere, ma non restare a terra e sapersi rialzare dopo la caduta".

Il Papa parla anche della famiglia, affacciandosi dalla finestra dell'arcivescovado di Cracovia. "Quando incontro qualcuno che si sposa, dico 'Questi sono quelli che hanno coraggio!'... Perché non è facile formare una famiglia, non è facile impegnare la vita per sempre, bisogna avere coraggio" dice Bergoglio.

"A volte, mi chiedono come fare perché la famiglia vada sempre avanti e superi le difficoltà - prosegue il Pontefice - Io suggerisco loro di utilizzare sempre tre parole: tre parole che esprimono tre atteggiamenti che possono aiutarvi a vivere la vita matrimoniale, perché nella vita matrimoniale ci sono difficoltà. Il matrimonio è qualcosa di tanto bello, tanto splendido che dobbiamo averne cura, perché è per sempre. E le tre parole sono: permesso, grazie, scusa".



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