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Attacco a Copenaghen, ucciso il presunto attentatore. Arrestate due persone

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Attacco a Copenaghen, ucciso il presunto attentatore. Arrestate due persone

(Xinhua)

L'uomo ucciso dalla polizia nei pressi di una stazione ferroviaria a Copenhagen è il presunto autore degli attacchi di sabato in un caffè e in una sinagoga che hanno provocato due morti e cinque feriti. E' quanto riferito dalle autorità danesi in conferenza stampa. "Stiamo indagando, vogliamo sapere se ha agito da solo o no", ha detto il capo della polizia, Jorgen Skov.


Le forze dell'ordine ritengono che l'uomo ucciso, di cui non hanno rivelato l'identità, sia l'attentatore dopo aver controllato le immagini registrate dalle telecamere. Il capo del servizio segreto Pet Jens Madsen ha reso noto che l'uomo, originario di Copenaghen, era noto all'intelligence, "era nei nostri radar", anche se "non abbiamo una conoscenza specifica concreta che avesse viaggiato nelle zone di conflitto" come Siria e Iraq. Lo stesso Madsen ha espresso la convinzione che l'uomo abbia agito da solo.

Intanto la televisione danese TV2 ha reso noto che, in relazione agli attacchi, sono stati effettuati due arresti a Copenaghen: i due sono stati fermati in un cybercaffé situato nei pressi del luogo in cui è stato ucciso l'attentatore.

Secondo quanto riferito dalla polizia, l'uomo è stato ucciso in un conflitto a fuoco verso le cinque del mattino davanti alla sua abitazione, in un quartiere multietnico. Ufficiali delle forze speciali lo hanno colpito quando ha aperto il fuoco. Per rintracciare l'attentatore determinante è stata la testimonianza di un tassista che lo aveva caricato a bordo dopo il primo attacco.

Attacco sferrato contro un caffè dove era in corso un dibattito sulla libertà di parola, a cui era presente Lars Vilks, disegnatore svedese autore di una vignetta su Maometto: a causa della sparatoria ha perso la vita un uomo di 55 anni, venuto per l'evento, mentre tre poliziotti sono stati feriti.

Il secondo attentato è avvenuto all'una del mattino davanti alla principale sinagoga di Copenaghen, dove era in corso un bar mitzvah. L'attentatore ha ucciso un giovane ebreo che controllava gli ingressi e ferito due poliziotti, poi è fuggito a piedi.

La vittima si chiamava Dan Uzan, aveva 37 anni e faceva la guardia di sicurezza. Di padre israeliano e madre danese, Uzan era molto conosciuto nella comunità ebraica di Copenaghen. "Siamo in stato di choc. Uno dei giovani membri della nostra comunità è stato ucciso. L'ho incontrato varie volte. Tutti lo conoscono - ha detto al sito israeliano Ynet , Dan Rosenberg Asmussen, leader della comunità ebraica locale - lavorava da quasi vent'anni per il controllo degli accessi alle sinagoghe e le istituzioni ebraiche".

Asmussen ha raccontato alla televisione danese Tv2 news di aver subito contattato la polizia dopo la sparatoria al caffè Krudttonden per chiedere l'invio di agenti alla grande sinagoga, dato che ci sarebbe stata una cerimonia di bar mitzvah. "Purtroppo è accaduto lo stesso - ha detto Asmussen - non oso pensare cosa sarebbe successo se l'uomo avesse avuto accesso alla congregazione". Alla cerimonia, la festa per la maggiore età religiosa che si celebra per i 13enni, vi erano almeno 80 persone. In Danimarca vivono circa 7mila ebrei, 5mila dei quali risiedono nella capitale.

"Difenderemo la nostra democrazia. Quando viene attaccata la comunità ebraica è tutta la Danimarca che viene attaccata". Così il primo ministro danese Helle Thorning-Schmidt che ha vistato oggi la sinagoga teatro dell'attacco. "Non conosciamo i motivi degli attacchi, ma sappiamo che ci sono forze che vogliono colpire la Danimarca, che vogliono schiacciare la nostra libertà di espressione, il nostro credere nella libertà - ha aggiunto - non è uno scontro fra Islam e Occidente, fra musulmani e non musulmani".

Il ministro della Giustizia Mette Friederiksen dal canto suo si è recata al caffè. L'hanno accompagnata il ministro francese degli Interni, Bernard Cazeneuve, venuto a offrire la sua solidarietà, e l'ambasciatore francese Francois Zimeray, che era presente all'attacco. Il primo ministro ha sottolineato che si tiene in contatto con i leader di Francia, Svezia, Gran Bretagna e Germania.

La regina Margherita II di Danimarca ha esortato oggi il Paese all'unità dopo i due attentati. "In una situazione così difficile è importante mantenersi uniti e proteggere i valori sui quali è costruita la Danimarca", ha detto la sovrana.



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