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Libia, regge la tregua

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Libia, regge la tregua

(Fotogramma/Ipa)

Il governo di Tripoli e il rivale Khalifa Haftar si scambiano accuse reciproche su violazioni della tregua entrata in vigore a mezzanotte. Il governo di accordo nazionale riconosciuto dall'Onu ha parlato di violazioni del cessate il fuoco nelle zone di Salah al-Din e Wadi el-Rabie pochi minuti dopo la sua entrata in vigore ma ha ribadito il proprio impegno al rispetto della tregua voluta da Turchia e Russia chiedendo l'appoggio dei due sponsor e della missione Onu in Libia a garanzia della sua tenuta. Per Haftar, un comandante dell'Esercito nazionale libico, al-Mabrouk al-Gazawi, ha invece affermato che "le milizie che fanno capo al governo di accordo nazionale hanno violato la tregua su più di un fronte con ogni tipo di armi, inclusa l'artiglieria". In dichiarazioni rilasciate al quotidiano libico al-Marsad, al-Gawazi ha comunque assicurato il rispetto della tregua.


Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha sentito al telefono il suo omologo turco Mevlut Cavusoglu. Al centro dei colloqui, a quanto si apprende, la crisi libica. I due in particolare hanno ribadito la volontà di un trilaterale Italia-Russia-Turchia. I ministri hanno anche rinnovato il loro impegno volto a rafforzare gli sforzi in corso per il successo della Conferenza di Berlino e l'ottenimento di un cessate il fuoco duraturo.

"L’annuncio della tregua del conflitto in Libia da parte del presidente Serraj e del generale Haftar è una buona notizia, perché crea spazio di ulteriore dialogo" ha scritto Di Maio su Facebook, sottolineando che "nel raggiungimento di questo primo risultato anche l’Italia ha fatto la sua parte".



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