Carceri: Orlando, misure alternative sono strada maestra

'non funzionano abbastanza, potenziare il lavoro dei detenuti'

POLITICA

''Credo che la strada maestra è quella di costruire misure alternative alla detenzione in carcere, che al momento non funzionano abbastanza''. A sottolinearlo è il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ospite della trasmissione 'Prima di tutto' su Radio 1.


''Riteniamo che ci debba essere una crescita in questa direzione anche utilizzando tutte le convenzioni già realizzate per il lavoro che si accompagna alla detenzione. Perché quello che ci contesta Strasburgo - precisa il guardasigilli - non sono soltanto i metri quadrati in cui un detenuto vive ma anche il modo in cui si sta in carcere, un modo inattivo per cui i detenuti non svolgono alcun tipo di attività né di lavoro o studio. C'è da sviluppare questo filone''.

''Stiamo lavorando anche su alcune questioni amministrative - ricorda Orlando - Da un lato convenzioni con le Regioni perché i detenuti tossicodipendenti possano scontare la pena in comunità di recupero, dall'altro sui rimpatri dei detenuti stranieri, che sono circa un terzo della popolazione carceraria''.



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