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Global Compact, De Falco non ci sta

POLITICA
Global Compact, De Falco non ci sta

(Fotogramma)

Chiusura dei porti ai migranti di Open Arms dopo l'astensione dell'Italia sul Global Compact. Il senatore 'ribelle' del M5S Gregorio De Falco non ci sta e torna a criticare l'operato del governo. Questo episodio, dice all'Adnkronos, dimostra "la necessità di avere una condivisione europea del fenomeno. Condivisione che non riusciamo ad avere se non attraverso istanze sovranazionali e internazionali. Ovviamente, nel momento in cui l'Italia vuole far valere la propria posizione, deve presentarsi in quelle sedi istituzionali e lì ottenere l'adesione degli altri Paesi, così come era stato fatto per un paio d'anni partecipando attivamente e intelligentemente ai lavori del Global Compact per l'immigrazione. Non è ragionevole aver disertato il tavolo di Marrakech".


Sebbene gli sbarchi siano diminuiti, osserva ancora l'ex capitano di fregata, "è anche vero che non accenna a diminuire la tensione alle frontiere e questo si traduce in un raddoppio dei morti in mare. Occorrerebbe intensificare l'azione di salvataggio in mare, ma non solo da parte dell'Italia. Uno dei punti del Global Compact - sottolinea - riguarda anche quello".

A criticare l'operato del ministro è anche un'altra 'ribelle' pentastellata, Elena Fattori: "I porti non sono chiusi e un eventuale decisione non spetta a Salvini".



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