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Decretone, ok del Senato

POLITICA
Decretone, ok del Senato

Il flash mob della Lega

Il Senato ha approvato il decreto sul reddito di cittadinanza e quota 100, con 149 sì, 110 no e 4 astensioni. Il provvedimento passa ora all'esame della Camera, dove è atteso lunedì 18 marzo. "Sono molto, molto soddisfatto" ha commentato il vice premier Luigi Di Maio ai giornalisti incrociati dopo il via libera di Palazzo Madama. La Lega, invece, ha festeggiato il via libera al decreto su quota 100 con un flash mob davanti alla sede del gruppo in piazza San Luigi dei Francesi, a due passi da palazzo Madama. "Esprimiamo grande soddisfazione: siamo molto felici del risultato raggiunto oggi in aula al Senato", ha detto il capogruppo del Carroccio Massimiliano Romeo. I senatori hanno esposto cartelli con la scritta "Quota 100 - Stop Fornero".
Durante il voto in aula, invece, si sono registrati alcuni momenti di tensione quando al termine della dichiarazione di voto della capogruppo Anna Maria Bernini sul reddito di cittadinanza i senatori Fi hanno indossato gilet azzurri con la scritta 'Sì lavoro, no bugie'. La presidente Elisabetta Alberti Casellati ha stigmatizzato la manifestazione: "Il folklore non si addice a quest'aula, alla dignità delle istituzioni, ma alle piazze... Vergogna!". E ha brevemente sospeso la seduta.


Uno scontro si è consumato poi tra la senatrice M5S Paola Taverna e l'opposizione. "Mentre vi sentivo parlare - ha detto Taverna rivolgendosi ai senatori dell'opposizione - pensavo: 'ma questi che ne sanno della povertà'. Madre Teresa di Calcutta, invitata a un convegno sulla fame nel mondo disse: 'ci vengo a patto che, chi vi parteciperà, rispetti almeno per tre giorni il digiuno. Per parlare di fame, bisogna avere fame. Allora io ai colleghi senatori che vogliono parlare di povertà dico 'imparate a vivere con 400 euro al mese, come hanno preteso che facessero i nostri pensionati".

Nel passaggio finale del suo intervento, inoltre, Taverna è stata particolarmente critica con i sindacati che "sono scesi in piazza contro il reddito di cittadinanza, peraltro insieme a Confindustria. E' finita anche per voi, vi siete arroccati sulle vostre prerogative, dimenticando che dovevate rappresentare i più deboli e non i più forti".

Replica il Pd: "Le offese e le intimidazioni che i senatori 5 stelle rivolgono costantemente al gruppo del Pd non sono più tollerabili - ha sottolineato il capogruppo del Pd al Senato, Andrea Marcucci -. Ho chiesto alla presidente Casellati di prendere immediati provvedimenti. Dopo l'impiccagione di Renzi prevista da Mario Giarrusso, ieri sera il senatore M5S Airola ha auspicato che il collega Mauro Laus 'bruciasse all'inferno'".



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