Tav, l'Ue risponde a Conte

POLITICA
Tav, l'Ue risponde a Conte

(Xinhua)

La posizione della Commissione Europea sulla Tav Torino-Lione e sul suo finanziamento "rimane la stessa, ed è stata espressa in molte altre occasioni. Sono in corso con le autorità italiane contatti a livello politico e tecnico", contatti che "continueranno". Lo riferiscono fonti Ue, dopo che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha detto che è "d'obbligo procedere a un'interlocuzione con i nostri partner, Francia e Ue", per"condividere dubbi e perplessità" sulla Tav Torino-Lione.


La Commissione ha ribadito più volte, fin dallo scorso autunno, che se l'Italia deciderà di non realizzare la Tav Torino-Lione perderà i fondi Ue assegnati al progetto, che per questo settennato (l'Mff, il bilancio pluriennale dell'Ue, ha un arco temporale di sette anni) sono 813 mln di euro, una parte dei quali sono già stati versati e potrebbero dover essere restituiti. I fondi sono assegnati ai progetti sulla base del principio 'use it or lose it', cioè vanno persi se non vengono utilizzati: la prima tranche a rischio è quella dei 300 mln di euro che andranno in fumo se non verranno pubblicati entro fine marzo i bandi relativi ai lavori per il tunnel di base.

L'Italia perderà inoltre i fondi Ue previsti per il prossimo settennato, oltre ad esporsi a cause e richieste di risarcimento danni, in primis da parte della Francia, partner del progetto, che fa parte del corridoio transeuropeo Lisbona-Kiev. Senza contare l'aspetto più importante di tutta la questione, cioè il danno alla credibilità del nostro Paese agli occhi degli investitori esteri, che verrebbe ulteriormente minata se passasse il principio che ogni governo può rimettere in discussione e disattendere impegni assunti a livello internazionale e contratti già firmati dai predecessori, come ha spiegato il ministro dell'Economia Giovanni Tria.

Per la Tav l'Ue, ha spiegato il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, che da commissario europeo ai Trasporti si è speso a favore del progetto, "ha già erogato all'Italia 490 milioni. Altri 700 milioni sono stati impegnati, per un totale di 1,190 miliardi. A questi, si aggiungeranno altri 1,1 miliardi dal bilancio Ue 2021-2027, grazie all’aumento del confinanziamento al 50% votato dal Parlamento europeo. In totale 3 miliardi di fondi Ue".

"Non fare la Tav oggi - secondo Tajani - costerebbe al contribuente italiano 1,2 miliardi in più rispetto al farla. Difatti, il blocco dei cantieri costa 4,2 miliardi, tra perdita di fondi Ue (1,190 miliardi), ripristino delle opere già effettuate, messa in sicurezza delle gallerie scavate, risarcimenti per i lavori eseguiti, penali per gli appalti in corso (circa 3 miliardi in totale)".

Per Tajani "completare l’opera costerebbe, invece, 3 miliardi. Entro il 31 marzo, devono essere pubblicati bandi d’appalto per 2,3 miliardi, altrimenti l’Italia perderà 300 milioni di fondi Ue. La decisione sulla Tav va dunque presa ora per non creare un grave danno ai cittadini".



RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.