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**Coronavirus: fu portavoce battaglia commercianti, oggi riporta torrone a Codogno**

30 settembre 2020 | 14.56
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Il rimorchio del torrone Codogno

"La pandemia ci ha piegati, ci ha costretto a chiudere le nostre attività, a impegnare beni per andare avanti, personalmente a chiedere liquidità per anticipare i soldi ai miei dipendenti. Ma non ci siamo mai arresi ed è per questo che ho deciso, ancora una volta, di investire sulla mia terra". Emiliano Brizzolari, titolare del Caffè Grande nella centralissima via Roma a Codogno, racconta all'Adnkronos il coraggio di aprire una nuova attività nel comune che per primo, in Italia, è diventato zona rossa e simbolo, suo malgrado, della guerra contro il Coronavirus.

La resilienza che scorre nelle vene della gente del lodigiano è tutta qui. "Follia? Incoscienza? Sicuramente istinto e tenacia nel restituire ai residenti di Codogno almeno la tradizione che da anni vuole che a Natale si mangi il torrone del 'Torronaio storico' - spiega - Da quando le persone che lo gestivano sono andate in pensione, non godevamo più delle loro prelibatezze esposte nel banco sotto alla loggia della mercanzia, di fronte alla chiesa di San Biagio. Così ho comprato un rimorchio, lo stiamo allestendo e dal 24 ottobre venderò torroni ricoperti di cioccolato, al rum, alle mandorle, al pistacchio, i cuneesi al caffè e tante altre golosità. Parte dell'incasso andrà in beneficenza all'associazione 'Il Samaritano', che assiste anche persone alle quali il Covid ha portato via per sempre un parente". (di Silvia Mancinelli)

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