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Giappone, uccise 19 disabili: condannato a morte

16 marzo 2020 | 10.26
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Per impiccagione

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(Foto Afp)

E' stato condannato a morte in Giappone il giovane uomo che nel 2016 ha massacrato a coltellate 19 disabili mentali e ne ha feriti altri 26 in una casa di cura vicino Tokio. Satoshi Uematsu, 30 anni, era un ex dipendente della struttura nella città di Sagamihara, dove è avvenuta la strage che ha scioccato il Giappone, paese dove tali esplosioni di violenza sono rare.

In una intervista al quotidiano Mainichi Shimbun, Uematsu aveva dichiarato che la vita non aveva senso per le persone con disabilità mentali e di aver agito "per il bene della società". La corte di Yokohama ha stabilito la sua condanna a morte per impiccagione. L'imputato ha ammesso la sua colpevolezza e in precedenza ha detto che non avrebbe fatto appello. I suoi legali avevano chiesto di dichiararlo non colpevole a causa del suo stato mentale alterato. Secondo la difesa Uematsu aveva cambiato personalità dopo aver cominciato a fare forte uso di marijuana.

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