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Governo, Civati: ''Voterei no alla fiducia ma non voglio uscire dal Pd''

23 febbraio 2014 | 16.26
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Bologna, 23 feb. (Adnkronos/Ign) - "Potessi farlo liberamente, senza mettere in discussione in rapporti con il Pd, voterei no, ma proprio no". E' quanto afferma il parlamentare del Pd, Pippo Civati a margine dell'assemblea convocata con i suoi fedelissimi a Bologna, dove nella sala in piazza Verdi ci sono circa un migliaio di persone, tra cui anche il responsabile economico del Pd Filippo Taddei.

Tuttavia Civati lascia intendere che voterà la fiducia al governo per non dover uscire dal partito. "Ma no, e non è per disciplina di partito, ma è chiaro che se io non dovessi votare un governo che ha una legittimazione interna al Pd dovrei uscire dal partito".

"Penso che il Pd dovrebbe essere un posto in cui discutere - aggiunge - ma non esco io perché sarei la pira umana come Giordano Bruno". Piuttosto, rimarca, "spero di ricostruire il centrosinistra con uno sguardo a quella sinistra che non c'è più e che in questo governo non è rappresentata". "Prepariamo il 'dopo Renzi' - conclude - perché bisognerà cambiare persone e atteggiamenti e anche perché dopo tutta la grande rivoluzione, la rottamazione annunciata da Renzi, vedo che sono sempre gli stessi quelli che governano e questo è imbarazzante".

Torna in campo con un altolà agli scettici sulla fiducia a Renzi, Pier Luigi Bersani, reduce da un'operazione alla testa in seguito all'emorragia cerebrale che lo ha colpita a inizio gennaio. ''Quando sento qualcuno che ipotizza di non votare la fiducia, penso che abbia perso la bussola. La fiducia si vota, altrimenti finisce il Pd". In un'intervista a L'Unità, la prima dopo la convalescenza, l'ex-segretario parla della sua esperienza personale ma anche di politica. "I test dicono che la mia memoria e' al 100%. Ma -scherza Bersani- se avessi perso quel 5% che dico io, non mi sarebbe dispiaciuto....".

D'altronde la linea dettata dai risultati del sondaggio on line, lanciato da Civati sul suo blog, è quella del sì alla fiducia, che vince con il 50,1%. Sono in tutto 20.370 le persone che hanno partecipato alla ricognizione sul web, di cui 15.700 (pari al 77% del totale) sono persone che avevano votato alle primarie, mentre 5mila (23%) quelli che non hanno votato alle primarie. Sul totale, quindi, il 50,1% si è espresso a favore del voto di fiducia. Ma il dato è composto da un 25% di fiducia incondizionata e un 25% di fiducia condizionata a una verifica sul programma.

I 'no' alla fiducia sono stati il 38,5% dei voti, mentre un 10,7% si è espresso per l'astensione. Tra coloro che hanno votato alle primarie il 'sì' alla fiducia è stato il 54%, contro il 34% dei 'no'. Tra coloro che non hanno votato alle primarie la percentuale dei 'no' sale al 61%, contro il 31% dei 'sì' alla fiducia.

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