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Governo, lo 'scalatore' Tabacci sale a 13: "Il cantiere è aperto"

22 gennaio 2021 | 15.11
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Con Polverini e Lo Monte cresce il Centro democratico, 'caccia' a responsabili tra delusi Fi e M5S

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"Il cantiere è aperto...". Bruno Tabacci sorride sornione. Ad oggi, con l'innesto dell'ex azzurra Renata Polverini e dell'ex leghista poi passato al Misto Carmelo Lo Monte, sono 13 i deputati che vanno ad arricchire le fila della componente 'tabacciana' alla Camera 'Centro democratico-Italiani in Europa'. Classe '46, da Quistello, in provincia di Mantova, democristiano della prima ora (a 18 anni è già iscritto alla Balena Bianca), navigato parlamentare, da qualche mese veste i panni di pontiere per conto di Giuseppe Conte.

L'obiettivo immediato è provare a dar vita a un "gruppo strutturato con oltre venti parlamentari", una sorta 'contenitore', primo passo per realizzare poi un progetto politico di stampo centrista a lunga scadenza, in vista delle prossime politiche, con 'l'avvocato del popolo' come punto di riferimento. La strada per Conte è molto stretta e impervia, ma Tabacci ci è abituato: da ciclista incallito qual è, con cinquemila chilometri l'anno e come palestra di allenamento le salite da incubo della Madonna del Ghisallo e il Muro di Sormano che fecero grande Fausto Coppi, non molla mai.

Si tratta di una corsa conto il tempo. E la sua mission di reclutatore di 'responsabili', soprattutto al Senato dove i numeri della maggioranza sono sempre più risicati, poco sopra la Linea Maginot dei 155 sì. "Se la maggioranza non si rafforza subito, il passaggio elettorale sarà inevitabile", avverte Tabacci, che non crede a un governo senza Conte o a un esecutivo di unità nazionale. Per questo, sta intensificando lo scouting tra i cinque stelle delusi dalle linea ondivaga del Movimento e gli azzurri scontenti di un centrodestra a trazione sovranista con la linea di Forza Italia considerata troppo appiattita su Matteo Salvini. Da veterano della Prima Repubblica, mal sopporta le ambizioni da rottamatore di Matteo Renzi.

Protagonista di una pagina Facebook con circa 16mila like in meno di due mesi a metà tra trolling satira e politica, 'Marxisti per Tabacci', spuntata nella rete in occasione della candidatura dell'ex Dc alle primarie del centrosinistra nel 2012 contro Pierluigi Bersani, Renzi e Nichi Vendola, Tabacci si guadagna il soprannome di 'compagno Br1' nel pamphlet 'Quando la rete supera la realtà' perché da ''vecchio democristiano e outsider di centro un po' estraneo al mondo della sinistra'' è diventato ''portatore dei valori più ortodossi della cultura di governo comunista''.

Oggi, come leader di 'Centro democratico', Tabacci punta a convincere con il "suo verbo marxista", come dice con una battuta chi lo conosce bene, le "tante 'anime perse' del Parlamento in cerca di un approdo sicuro". Bisogna pedalare, però, e fare in fretta, perché come ha detto nel suo intervento sulla fiducia alla Camera e va ripetendo in queste ore, "è necessario che Conte faccia un nuovo governo, un passaggio politico che darebbe a premier più forza, sia nel Parlamento che nel Paese".

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