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Grecia, accordo unanime: piano da oltre 80 miliardi

13 luglio 2015 | 08.04
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Le misure 'lacrime e sangue'

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(Foto Afp) - AFP

"L'Eurosummit ha raggiunto all'unanimità un accordo" sulla Grecia. Lo ha annunciato il presidente del vertice dei capi di Stato e di governo dell'area euro, Donald Tusk, dopo 16 ore di trattative. "Siamo tutti pronti per avviare un programma di salvataggio Esm per la Grecia con riforme serie e sostegno finanziario", ha spiegato.

PRESTITO PONTE - L'Eurogruppo, ha aggiunto, si è occupato del prestito ponte per la Grecia. "I ministri delle Finanze" sono stati chiamati a discutere, ha spiegato Tusk, "per via d'urgenza del fabbisogno finanziario della Grecia nel breve termine".

LAGARDE - "E' stata una notte difficile, ma è stato fatto un buon passo avanti per ricostruire la fiducia". Lo ha detto la direttrice del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, al termine della riunione nella quale si è concordato che l'Fmi sarà coinvolto anche nel prossimo programma di salvataggio di Atene. "Ora molti altri passi devono essere fatti con l'attuazione delle misure concordate", ha spiegato.

MERKEL - "Visto che abbiamo realizzato il piano A, non abbiamo più bisogno di un piano B", che prevedeva l'uscita della Grecia dall'euro. Lo ha affermato la cancelliera tedesca Angela Merkel. "Penso che la fiducia possa essere ricostruita", ha aggiunto.

Merkel ha poi annunciato che l'accordo sul programma di aiuti prevederà un fondo dagli 82 agli 86 miliardi di euro nei prossimi tre anni. Di questo fondo, 25 miliardi saranno destinati alla ricapitalizzazione delle banche greche.

PADOAN - Le soluzioni per il prestito ponte alla Grecia devono essere "europee" ha detto il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, al termine della riunione dell'Eurogruppo, escludendo l'opzione di prestiti bilaterali da Paesi membri dell'area euro alla Grecia.

QUIRINALE - Nessuna presa di posizione ufficiale, ma dal Quirinale filtra la soddisfazione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per la conclusione positiva della trattativa che, mantenendo la Grecia all'interno della zona euro, ha permesso all'Unione europea di conservare intatta la propria identità e di salvaguardare l'unità e la comune prospettiva da rischiosi snaturamenti.

FMI - "Il Fondo monetario internazionale è pronto a lavorare con le autorità elleniche e i partner europei per portare avanti questo sforzo importante" dichiara in una nota il direttore Comunicazione del Fmi Gerry Rice.

82-86 MLD DI AIUTI - Dati che sono nel testo finale dell'Eurosummit: la Grecia avrà per i prossimi tre anni un fabbisogno finanziario fra gli 82 e gli 86 miliardi di euro. Il vertice "prende nota che le necessità finanziarie del possibile programma di aiuti per la Grecia sono fra 82 e 86 miliardi di euro, come indicato dalle istituzioni".

I capi di Stato e di governo dell'area euro raccomandano comunque di "esplorare la possibilità di ridurre questo ammontare attraverso un percorso di bilancio alternativo o privatizzazioni più consistenti". Inoltre l'Eurosummit prende nota delle "urgenti necessità finanziarie della Grecia, che sottolineano il bisogno di progressi molto rapidi per arrivare a una decisione per un nuovo Memorandum. Le necessità finanziarie sono stimate ammontare a 7 miliardi di euro per il 20 luglio e altri 5 miliardi per la metà di agosto".

LE RIFORME DI ATENE - Entro mercoledì 15 luglio il Parlamento greco dovrà approvare la razionalizzazione dell'Iva, le misure per assicurare la stabilità a lungo termine del sistema pensionistico, la salvaguardia dell'indipendenza dell'istituto nazionale di statistica Elstat e l'attuazione piena del Fiscal compact.

Poi, entro il 22 luglio, il Parlamento dovrà dare il via libera all'adozione del nuovo codice di procedura civile e trasporre in legge la direttiva europea sulla risoluzione bancaria. Sono alcune delle condizioni concordate nel corso dell'Eurosummit per avviare il negoziato per il terzo programma di sostegno finanziario della Grecia.

JUNCKER - I leader hanno lavorato per trovare un accordo sui punti su cui i ministri delle Finanze si erano bloccati, in particolare sull'uscita temporanea di Atene, punto escluso nel corso delle trattative. A questo proposito il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker ha espresso soddisfazione: l'accordo sulla Grecia "è stato laborioso e ha chiesto tempo, ma è stato fatto".

FITOUSSI - "Sono molto felice per il presidente della Repubblica francese, François Hollande perché non poteva assistere inerme al naufragio dell'Europa e non solo dell'Europa. Perché era questa la posta in palio. Sono meno soddisfatto dalle condizioni imposte alla Grecia e in particolare dal piano di privatizzazione" dice all'Adnkronos il professore emerito all'Institut d'Etudes Politiques de Paris, Jean-Paul Fitoussi. Queste condizioni per la Grecia, sottolinea l'economista francese, "significano ancora sofferenza per il popolo greco".

VAROUFAKIS - L'ex ministro greco delle Finanze Yanis Varoufakis aveva un piano per sfidare i creditori internazionali all'indomani del No al referendum, ma il primo ministro Alexis Tsipras non ha voluto dargli retta. A raccontarlo è lo stesso Varoufakis in un'intervista al New Statesman. Varoufakis voleva fare tre mosse: emettere dei pagherò in euro, tagliare il debito nei confronti della Bce e riprendere il controllo della Banca di Grecia dalla Bce. Nessuno di questi passi, afferma Varoufakis, avrebbe portato ad una Grexit, ma di fatto avrebbe fatto capire che era possibile. L'idea era che solo rendendo la Grexit possibile la Grecia avrebbe potuto ottenere un accordo migliore.

NIENTE GREXIT - "Non ci sarà Grexit e siamo soddisfatti del risultato trovato" ha affermato, aggiungendo: "La Commissione ha sempre insistito sulla dimensione del problema e che accanto al consolidamento dei conti pubblici non bisogna dimenticare che c'è bisogno di crescita e di investimenti".

I capi di Stato e di governo hanno continuato a negoziare per tutta la notte su ognuno dei punti controversi della bozza di conclusioni lavorata domenica dall'Eurogruppo sulle condizioni chieste ad Atene per avviare i negoziati per un terzo programma di salvataggio con il fondo salva-Stati Esm.

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