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Greenpeace, Italia in ritardo su legno illegale

10 luglio 2014 | 14.44
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"Nonostante la Presidenza del Consiglio Ue in corso, il nostro Paese non rispetta ancora i propri obblighi e non applica le normative comunitarie in materia di importazione di legno e prodotti derivati con un opportuno decreto legislativo", sottolinea l'associazione

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A 16 mesi dall'entrata in vigore del Regolamento Europeo del Legno (European Union Timber Regulation - Eutr) che vieta la commercializzazione di legno illegale in ambito comunitario, Greenpeace denuncia i ritardi di attuazione da parte dell'Italia. "Nonostante la Presidenza del Consiglio Ue in corso, il nostro Paese non rispetta ancora i propri obblighi e non applica le normative comunitarie in materia di importazione di legno e prodotti derivati con un opportuno decreto legislativo", sottolinea l'associazione.

Greenpeace fa sapere che, a causa della mancanza di controlli e sanzioni, continuano ad arrivare in Italia partite di legno ottenute tramite operazioni di taglio illegale. Lo scorso 16 maggio, il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto di attuazione di questo regolamento, "ma non risulta che siano stati intrapresi i passi successivi: il decreto non è stato messo in agenda per la Conferenza Stato-Regioni prevista per oggi né tantomeno inviato alle Commissioni Parlamentari dopo l'approvazione", continua.

Negli ultimi sei mesi, Greenpeace ha segnalato formalmente casi di importazione di legno illegale dal Brasile e dalla Repubblica Democratica del Congo contro le quali il ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali sarebbe obbligato dal Regolamento Eutr a mettere in atto misure di contrasto del fenomeno, con ispezioni ed eventuali provvedimenti come la quarantena per prodotti di origine controversa".

"Malgrado l'idea di efficienza che il Governo vuole trasmettere in questo momento, l'Italia rischia di rimanere la maglia nera dell'Europa in tema di regolamentazione delle importazioni di legno - dichiara Esperanza Mora, campaigner Foreste di Greenpeace Italia - dimostrando poca responsabilità e trasparenza. Il legno illegale che continua ad arrivare nel nostro Paese rende i consumatori italiani complici della distruzione delle foreste. L'Italia non si può permettere ulteriori ritardi..

A maggio, Greenpeace ha denunciato il taglio illegale di legno nell'Amazzonia brasiliana e l'esportazione verso Paesi europei come l'Italia, pubblicando il risultato di due anni di indagini che svelano come in Brasile il sistema di controllo forestale venga aggirato facilmente, causando deforestazione e gravi conflitti sociali.

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