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Guidi sollecita gli imprenditori: "Disoccupazione allarmante. Fate la vostra parte, investite e rischiate"

23 ottobre 2014 | 12.46
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Il ministro dello Sviluppo economico alla cerimonia per la consegna delle onorificenze ai nuovi Cavalieri del lavoro, tra cui Colao, Ghizzoni e Greco: "Il governo è perfettamente consapevole della gravità del momento e ha preso significativi provvedimenti per una soluzione: dalla riduzione dei costi del lavoro allo stimolo agli investimenti". D'Amato: "Servono riforme, le imprese non si rassegnano al declino"

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Giorgio Napolitano a colloquio con Federica Guidi e Antonio D'Amato (Foto Quirinale)

A fronte di "dati allarmanti" sul fronte del lavoro con il tasso di disoccupazione che ha superato il 12% serve "più impegno, profondo e collettivo". E' il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi a sollecitare gli imprenditori a "fare la loro parte, devono fare investimenti e rischiare". Nel corso della cerimonia al Quirinale per la consegna delle onorificenze ai nuovi Cavalieri del lavoro, Guidi afferma che "la mancanza di lavoro non è solo la difficoltà del singolo, ma anche un problema collettivo con ripercussioni sulla tenuta sociale".

"Il governo - afferma il ministro- è perfettamente consapevole della gravità del momento e ha preso significativi provvedimenti per una soluzione: dalla riduzione dei costi del lavoro allo stimolo agli investimenti".

Tocca quindi anche agli imprenditori il compito di investire e rischiare, e di conseguenza ''mantenere l'occupazione ai massimi livelli possibili''. ''Il rischio relativo agli investimenti, il duro lavoro e la responsabilità sono gli ingredienti della buona impresa'', osserva il ministro.

E se Guidi sprona gli imprenditori, il presidente della Federazione nazionale Cavalieri del Lavoro Antonio D'Amato a sua volta fa osservare che "le riforme del mercato del lavoro e del fisco sono indispensabili per attrarre investimenti e ridare competitività, mobilità ed equità sociale al Paese". D'Amato segnala anche la necessità della riforma della giustizia e di una semplificazione definita "indispensabile non solo per assicurare funzionalità ed efficacia ma anche garantire trasparenza e ripristinare il rapporto di fiducia tra cittadini, imprese e pubblica amministrazione". E non si ha certo bisogno di "riforme avviate e non completate" prosegue D'Amato: sarebbero come "un ponte fatto a metà" che non solo "non serve a nulla ma genera spreco e delusione" e infine "sfiducia". "Noi imprenditori non vogliamo rassegnarci all'ineluttabilità del declino del nostro Paese", osserva D'Amato che però segnala che "occorrono scelte, fatti, azioni concrete".

Del resto "ancora oggi, proprio in questo momento, nonostante l'evidenza della gravità della crisi, attorno alle riforme si sta combattendo un'antica battaglia tra coloro che le riforme le vogliono fare e coloro invece che le vogliono impedire. Tra quanti hanno capito che, senza riforme, per il Paese non c'è futuro e quanti invece sono così ciechi ed egoisti che non vogliono perdere posizioni di potere e di privilegio", spiega il presidente della Federazione nazionali Cavalieri del Lavoro. "Ma la sfida per noi ceti dirigenti non è solo abbattere le logiche corporative e le rendite parassitarie, gli intrecci di interesse e le convenienze di comodo", afferma D'amato. "La partita del cambiamento si gioca anche sulla nostra capacità di sfidare i vecchi totem e i vecchi tabù, i luoghi comuni, che ci hanno accompagnati per decenni". Di qui la necessità per gli imprenditori di essere "agenti di cambiamento della cultura diffusa del Paese", conclude.

I NUOVI CAVALIERI DEL LAVORO - Top manager come il ceo del gruppo Vodafone, Vittorio Colao, l'ad di Unicredit Federico Ghizzoni e il ceo di Assicurazioni Generali Mario Greco, ma anche imprenditori che hanno fondato gruppi oggi di successo come Valentino Mercati, classe 1939, toscano di Sansepolcro, che con Aboca esporta i suoi prodotti naturali in ben 15 paesi o Rosita Missoni, che con suo marito Ottavio ha dato vita a una delle maison di moda più celebri nel mondo, Sono alcuni tra i nuovi Cavalieri del Lavoro. A fare idealmente gli onori di casa al Quirinale numerosi Cavalieri già da tempo appartenenti alla Federazione: tra di essi figurava Diana Bracco, commissario di Padiglione Italia e presidente della società Expo, per cui sono state numerosissime le strette di mano e i saluti.

Tra i nuovi Cavalieri anche Claudio Del Vecchio, figlio primogenito del fondatore di Luxottica Leonardo, a sua volta Cavaliere del Lavoro. Sin da giovane Claudio ha affiancato il padre nello stabilimento produttivo di Agordo. Negli Usa nel 1982, Del Vecchio ha rilanciato lo storico marchio di camicie 'con i bottoncini' divenendo presidente e amministratore delegato di Brooks Brothers Group.

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