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Radio: il filosofo Tovazzi, ‘il digiuno disintossica dalle manipolazioni del potere’

26 maggio 2020 | 17.26
LETTURA: 2 minuti

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Raffaele Tovazzi - (Giulia Adami)

Il digiuno come terapia per disintossicarsi dalle manipolazioni del potere e imparare a pensare davvero in libertà. E’ questa la ricetta del filosofo esecutivo Raffaele Tovazzi che la approfondisce nella puntata del suo ‘Chi cerca Tova’, tutta la settimana su Spotify (https:/www.raffaeletovazzi.com/chicercatova) e sulle principali piattaforme di podcasting, come Apple Podcast e Google Podcast.

Nei paesi anglosassoni si parla di intellectual dark web ormai da anni: un movimento culturale, una sorta di ‘setta di intellettuali’ esiliati dai principali media perché sostenitori di posizioni radicali considerate non in linea con il pensiero comune e politico.

Scienziati, filosofi, psichiatri e neuroscienziati che rifiutano di adeguarsi al politically correct a ogni costo, e che, proprio per questo l’economista e matematico Eric Weinstein ha accomunato in unico alveo, quello dell’Intellectual Dark Web. Un mondo che annovera anche il commentatore, comico e podcaster Joe Rogan, il giornalista Dave Rubin, la saggista e filosofa statunitense Christina Hoff Sommers, il biologo e teorico evoluzionista Bret Winstein e lo psicologo e accademico canadese Jordan B. Peterson.

Ed è proprio ispirandosi a questo movimento che Tovazzi, primo filosofo esecutivo in Italia (Chief Philosophy Officer, figura che in colossi aziendali internazionali come Google e Amazon ha trovato il suo posto da diversi anni) nonché navigato podcaster con oltre 800 episodi all’attivo, ha dato vita a ‘Chi cerca Tova’, podcast libero in cui si alternano pensieri e considerazioni sull’attualità, ma anche aspre critiche contro l’ambiente politico, economico e televisivo italiano.

Ogni puntata Tovazzi mette a fuoco un aspetto e questa settimana è la volta di ‘Tossicodipendenti al potere e filosofia del digiuno’. Citando il libro di Tania Crasnianski ‘Il Potere Tossico - I drogati che hanno fatto la storia’ e condividendo i benefici di un digiuno prolungato e della digiuno-terapia come strumento di libertà da tutte le dipendenze, il filosofo evidenzia come “la solitudine dei potenti sia la causa della tossicodipendenza” e fa notare come “anche la solitudine che ciascuno di noi ha sperimentato nel lockdown sia uno strumento del potere per renderci schiavi”.

Di qui la sua idea che per ripartire occorra “prima disintossicarsi”. La filosofia del digiuno è, infatti, per Tozazzi “la strada che, per quanto inusuale, si rivela più efficace” allo scopo di “risvegliare la nostra attenzione dormiente ed aprire gli occhi sulla grande manipolazione a cui siamo esposti”.

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