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Euro 2016: il rigore di Teotino, Italia orribile ma non date colpa ai giovani

23 giugno 2016 | 17.40
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- AFP

Adesso però non prendetevela con i vari Bernardeschi, Zaza, De Sciglio, Sturaro. Non è colpa loro se l’Italia con l’Irlanda ha fatto la brutta figura che ha fatto. Il problema non è nemmeno tanto che siano stati buttati allo sbaraglio, in una formazione del tutto inedita, mai provata prima. No, c’è qualcosa di più profondo nella loro brutta prestazione individuale e collettiva.

Una inadeguatezza a certi palcoscenici che deriva da una mancata predisposizione, quasi genetica, del calcio italiano ad assorbire e far crescere i giovani. Non è un caso che l’Italia scesa in campo contro il Belgio, fin qui la migliore, sia stata la Nazionale più vecchia della storia, mai l’età media era stata così alta. Così come non è un caso che la squadra azzurra sia al quarto posto nella classifica delle più anziane del torneo, mentre la più giovane è la Germania campione del mondo, non una squadretta qualsiasi.

Qui Conte non c’entra. Il ct ha scelto i giocatori più competitivi, quelli con l’esperienza adatta a cimentarsi in una competizione tanto impegnativa. I giovani delle altre nazioni sono tutti più preparati. Bernardeschi, che è del febbraio 1994, è arrivato a questi Europei avendo giocato in carriera con la Fiorentina 2744 minuti in Serie A e 378 minuti in Europa League.

Dier, centrocampista centrale titolare dell’Inghilterra, un solo mese più di Bernardeschi, è del gennaio 1994, ha giocato fra Serie A portoghese e Premier League, con Sporting Lisbona e Tottenham, 5931 minuti in campionati di prima divisione, cioè più del doppio, e 2650 minuti in Europa League, cioè sette volte di più. Differenze abissali. I titolari dell’Italia Under 21, Berardi in prima fila, negli altri Paesi sarebbe già da tempo nella nazionale maggiore. Anche perché gli altri curano le Nazionali Under 17 e Under 20, più della Under 21.

I giovani italiani marciscono normalmente in un campionato Primavera dove non si impara niente, perdendo così tempo prezioso nella età più giusta per la maturazione. Naturalmente una riforma, per quanto sin troppo blanda, di questo campionato Primavera è stata appena bocciata dalla Lega di Serie A. Finché non si cambia mentalità, è inutile aspettarsi qualcosa dai giovani. I giovani nel calcio italiano semplicemente non esistono.

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