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Zanardi, perizia incidente scagiona tir: "Decisiva caduta di Alex"

19 gennaio 2021 | 19.11
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Il camion "non invase la corsia". Adesso la Procura potrà decidere se rinviare a giudizio il camionista indagato per lesioni da incidente stradale o archiviare l'accusa

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(Foto Fotogramma)

L'incidente di Alex Zanardi lo scorso 19 giugno, che si trovava alla guida della sua handbike durante una staffetta benefica, non sarebbe da collegare a un'invasione di corsia da parte del tir che percorreva la strada provinciale 146 nel senso opposto di marcia tra San Quirico d'Orcia e Pienza, in provincia di Siena. Sarebbe stata, invece, la caduta di Zanardi dall'handbike a provocare l'incidente.

E' questa la conclusione a cui è arrivato il perito della Procura della Repubblica di Siena, l'ingegnere Dario Vangi, che ha consegnato ai magistrati titolari dell'inchiesta - il pm Serena Menicucci e il procuratore capo Salvatore Vitello - un aggiornamento della sua precedente perizia sull'incidente di Zanardi, andato a sbattere contro il camion e rimanendo gravemente ferito. Adesso la Procura potrà decidere se rinviare a giudizio il camionista indagato per lesioni da incidente stradale o archiviare l'accusa.

Il supplemento di perizia a Vangi, professore di progettazione meccanica e costruzione di macchine del Dipartimento di ingegneria industriale dell'Università di Firenze, tra i maggiori specialisti in infortunistica stradale in Italia, era stato richiesto dalla Procura a Vangi dopo le osservazioni presentate dai periti della famiglia dell'ex pilota di Formula 1 e dell'autista del tir Iveco Magirus, Marco Ciacci, al momento unico indagato nell'inchiesta.

Secondo quanto si è appreso, "sarebbe stato al massimo di 40 centimetri lo sconfinamento della ruote del tir dalla linea di mezzeria" della strada provinciale. Uno sconfinamento ritenuto tuttavia dalle perizie “trascurabile”.

Questo nuovo aggiornamento peritale conferma quanto aveva già sostenuto l'ingegnere Mattia Strangi, professore di progettazione deisistemi di trasporto all'Università di Bologna, consulente tecnico di parte del conducente del tir. E' cioè che l'incidente non sarebbe collegabile all'invasione di corsia del tir.

I tre consulenti coinvolti nell'inchiesta - Dario Vangi, Mattia Strangi e l'ingegnere Giorgio Cavallin di Padova per i familiari dell'ex campione - si sono confrontati da remoto per le operazioni peritali, analizzando le singole fattispecie tecniche. E' stato osservato che Zanardi - anche per caratteristiche proprie dell’handbike incapacitata a piegarsi - avrebbe affrontato le curve con traiettorie larghe, andando a ridosso della linea di mezzeria; vistosi venire incontro il mezzo pesante, che secondo i rilievi sconfinava con le ruote di poche decine di centimetri, lo sportivo bolognese avrebbe reagito con una manovra a rientrare che l’avrebbe però portato a cadere e a schiantarsi contro la ruota anteriore sinistra del camion. Ma senza tale caduta, sostengono due periti su tre, cioè il consulente della Procura e quello della difesa, i due veicoli non sarebbero venuti a contatto. La minima invasione infatti, da sola, non sarebbe stata in grado di provocare l'incidente.

Fra i punti messi a fuoco dalle perizie anche la presenza di un ciclista davanti all'autotreno, che forse potrebbe aver influenzato il comportamento alla guida dell'handbike di Zanardi. Secondo quanto si è appreso, infatti, la posizione del mezzo potrebbe essere stata dettata dalla "presenza di un ciclista davanti all'autocarro e dall'inizio di manovra di sorpasso dell'autocarro stesso, comunque consentita".

Nelle integrazioni Vangi ha approfondito una decina di punti - tra cui le linee di movimento del campione sulla sua handbike e la presenza di un altro ciclista davanti a Zanardi - chiariti i quali la Procura potrà decidere, dunque, se archiviare la posizione del camionista alla guida del tir contro cui si è schiantato Zanardi con la sua handbike o se chiederne il rinvio a giudizio. Secondo i periti della famiglia del campione, il tir, che viaggiava a una velocità di 38 chilometri orari, avrebbe invece invaso la corsia opposta.

Nella dinamica dell'incidente descritta dal professore Mattia Strangi nella sua relazione, Zanardi quando vide il camion proveniente in direzione opposta avrebbe tentato di girare verso destra per allontanarsi dalla parte centrale della carreggiata ma il suo veicolo sarebbe andato in sovrasterzo, cioè avrebbe avuto un principio di testa coda che avrebbe determinato il ribaltamento del mezzo. Zanardi così cadde, finendo nella corsia opposta e battendo la testa contro il cerchione anteriore sinistro dell'autotreno.

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