Il presidente francese Emmanuel Macron spinge per il futuro europeo dell'Armenia, definendo l'Ue il suo "partner naturale" nel Caucaso meridionale e promuovendo la vocazione europea.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha affermato oggi a Erevan che la vocazione dell'Armenia è "europea", aggiungendo che l'Europa è il "partner naturale" per questa ex repubblica sovietica e per l'intera regione del Caucaso meridionale. "Credo profondamente che la vocazione dell'Armenia sia europea", ha dichiarato durante un forum a Erevan.
"Credo in questa vocazione anche per la Georgia e credo che il rapporto con l'Azerbaigian debba essere ripensato", ha aggiunto, pur ammettendo che Baku non ha compiuto questa scelta europea. Anche Tbilisi è lacerata tra aspirazioni filo-russe e filo-europee.
"L'Europa è il partner più naturale per l'Armenia e il Caucaso meridionale in questo momento", ha insistito il presidente francese, mentre l'invasione russa dell'Ucraina entra nel suo quinto anno e nel Medio Oriente per ora regge una fragile tregua.
Il presidente francese ha anche lanciato un lungo appello all'Europa di fronte alle logiche "imperialiste", con riferimento alla Russia, che da tempo caratterizzano la regione. L'Europa ha inventato "un concetto possibile che concilia il concerto delle nazioni, concepito e consolidato nel XIX secolo, con una pace duratura", ha affermato.
"Questa è l'Unione Europea. Si tratta di una costruzione geopolitica senza precedenti, che pone fine al passaggio di imperi e alla logica dell'egemonia, e che costruisce un rapporto di rispetto tra gli Stati", ha sottolineato Macron. Ha inoltre ribadito il suo appello per una "nuova alleanza, una coalizione di Stati indipendenti che creda nell'ordine internazionale", senza dover "rifugiarsi da una potenza o dall'altra, che sia una potenza geopolitica o la potenza dal denaro facile".
"Anche quelli che credevamo fossero nostri alleati finiscono per dire che preferiscono la legge del più forte al diritto internazionale", ha osservato Macron, in una chiara allusione agli Stati Uniti d'America sotto Donald Trump.