Il vicepremier e ministro degli Esteri Tajani propone misure Ue drastiche per rimediare alla crisi prodotta dalla guerra in Iran, come la sospensione del patto di stabilità o l'emissione di debito comune, come si è fatto durante il Covid, se il conflitto nel Golfo dovesse proseguire.
Se la guerra in Iran dovesse continuare, l'Unione Europea dovrà adottare misure "drastiche", come quelle assunte durante la pandemia di Covid, sospendendo il patto di stabilità o lanciando un debito comune Ue sull'esempio di Next Generation Eu, mentre la Bce dovrebbe abbassare i tassi di interesse, non alzarli, visto che l'inflazione prodotta dai rincari dell'energia è "esogena". Lo sottolinea, a Lussemburgo a margine del Consiglio Affari Esteri, il ministro Antonio Tajani.
Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, afferma Tajani, "dice che quella del patto di stabilità è una delle ipotesi per affrontare la situazione. Un'altra delle ipotesi, secondo me, dovrebbe essere quella di ridurre il costo del denaro da parte della Banca Centrale Europea, non di aumentarlo, visto che l'inflazione è esogena e non endogena. Ci sono varie possibilità. Ci potrebbe anche essere, da valutare", l'emissione di "debito comune da parte europea, come si è fatto con il Recovery Plan per il Covid".
Per Tajani, "sono tante le cose che si possono fare. Certamente il patto di stabilità e crescita è una delle ipotesi sulle quali discutere. Vediamo Bruxelles cosa intende fare, ma credo che di fronte a una situazione come quella attuale, e ho visto c'è stata già una presa di posizione del commissario Trasporti sulla questione del costo dei carburanti, l'Unione Europea debba intervenire con scelte drastiche, se la guerra continua, come è stato fatto durante la crisi del Covid".