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Allevi: "Le critiche? Non ho mai risposto, il tempo è galantuomo"

'Per me sono come medaglie, ne sono orgoglioso'

SPETTACOLO
Allevi: Le critiche? Non ho mai risposto, il tempo è galantuomo

Giovanni Allevi ospite di 'Adnkronos Live' (foto Adnkronos)

di Ilaria Floris


"Cosa penso delle critiche? Ne sono orgogliosissimo. Queste 'cicatrici' che mi porto dietro sono per me come delle medaglie". Così Giovanni Allevi, ospite di 'Adnkronos Live', in occasione dell’uscita odierna del suo ultimo album 'Hope', che esce oggi prodotto da Bizart e distribuito da Artist First, il suo rapporto con gli haters.

"Ho sempre resistito alla tentazione di rispondere sullo stesso piano -dice il maestro- e soprattutto ho dato tempo al tempo. Ho pensato che prima o poi il tempo avrebbe giocato a mio favore, e devo dire che in questi ultimi anni sto notando un grandissimo affetto, una grande attenzione e considerazione a quello che faccio. Soprattutto da quel mondo accademico che prima mi guardava con un certo scetticismo".

'Hope', racconta Allevi, "è un album che è un po' una follia mentale. Attraverso l'orchestra sinfonica, il coro polifonico e due angeliche voci bianche ho voluto esprimere e raccontare un'esperienza mistica. Ad un certo punto ho sentito l'esigenza di trovare un contatto con l'incanto, con l'infinito, con una dimensione molto più ampia, una grandezza del passato, una magnificenza che probabilmente non vedo intorno e che grazie a quella musica è diventata una realtà e può essere condivisa". Nell'album, il musicista unisce al suo inconfondibile pianoforte una grandiosa formazione composta dal Coro dell’Opera di Parma, dall’Orchestra Sinfonica Italiana e dal Coro dei Pueri Cantores della Cappella Musicale del Duomo di Milano. "E' una follia ma io ci credo -dice Allevi- Credo fortemente che ci sia un lieto fine ad attenderci".

Nonostante ciò, attenzione a definirlo un 'ottimista'. "Chiariamo una cosa -sottolinea sorridendo- io non sono un ottimista, chi mi conosce sa che io sono fondamentalmente un depresso! Ma sono convinto che, come diceva Aristotele, 'ogni cosa abbia un suo posto nell'universo'". Almeno a Natale, suggerisce dunque il musicista ascolano, "facciamoci avvolgere dalla speranza e cerchiamo di rompere la solitudine aprendo il nostro cuore. Ed ecco che la paura dell'altro si trasforma in accettazione dell'altro".

Un affetto particolare, il celebre pianista lo riserva al suo pubblico. "Le ragazze e i ragazzi che vengono ai miei concerti sono tutti 'simpaticamente squilibrati’ -scherza- Si sentono inadeguati, e non si sentono in linea con questo mondo. Ed è giusto così, sono sani, perché questo è un mondo che ha perso la bussola, la dimensione dell'umanità". L'idea del Natale porta infatti, secondo il musicista, ad un concetto di condivisione. "La mia musica vuole essere una ventata di condivisione -conferma il Allevi- Io ho passato molto tempo della mia vita in una dimensione di solitudine e capisco le difficoltà che stanno vivendo tante persone”.

L'uscita dell'album anticipa l'Hope Christmas Tour, un tour in tutta Italia che il maestro inizierà il 1mo dicembre dal Teatro Dal Verme di Milano e terminerà l'11 gennaio al Teatro Colosseo di Torino. Allevi con l'orchestra e il coro polifonico saranno a Roma il 5 gennaio, all'Auditorium della Conciliazione. Prima dell'inizio del tour, il pianista sarà ospite il 20 novembre all’evento per la celebrazione dei 150 anni dalla fondazione dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, dal titolo 'Serata di Stelle'. Il concerto in favore dell’Istituto dei Tumori e dei Trapianti si terrà nell’Aula Paolo VI in Vaticano, e verrà trasmesso in diretta su Rai 1 a partire dalle ore 21.20 con la conduzione di Amadeus.



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