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Iran: nel rehab di Teheran, dove donne lottano contro droga e tabu' sociali

12 maggio 2014 | 13.04
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(Aki/Washington Post) - Periferia ovest di Teheran, sobborgo industriale, case non terminate e strade polverose. Dietro un cancello, in un edificio modesto, c'e' uno dei centri di riabilitazione per donne tossicodipendenti. Mina, Nahid e Saba sono alcune delle pazienti che hanno trovato la forza di chiedere aiuto per uscire dal tunnel della droga, ribellandosi all'idea di restare ai margini della societa', schiacciate da un segreto inconfessabile che le ha devastato la vita.

A guidare il centro da due anni e' una donna coraggiosa, Massoumeh, coadiuvata da una squadra di infermiere. Sono loro la 'prima linea' nella lotta alla droga nella Repubblica islamica, una vera e propria piaga sociale. Sono loro che tentano di salvare le vite di ragazze o donne piu' mature sprofondate nell'abisso.

Negli ultimi tempi in Iran, dove la societa' ha una forte impronta conservatrice, si e' iniziato a prendere coscienza del fenomeno, anche se c'e' ancora chi pensa che le donne che si drogano siano una "vergogna" per il paese e meritino la pena di morte. "La tossicodipendenza femminile e' un fenomeno invisibile ed e' la nostra sfida piu' grande", sostiene il ministro dell'Interno e capo Dipartimento per il Controllo della Droga, Abdolreza Rahmani Fazli. (segue)

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