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Iran: possibile grazia per condannata a morte se dice verita' su omicidio

19 aprile 2014 | 14.32
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(Aki) - Una donna iraniana nel braccio della morte per aver ucciso un ex funzionario dell'intelligence di Teheran potrebbe ricevere la grazia se ''dira' la verita'''. Lo ha dichiarato il figlio della vittima. L'architetto di interni Reyhaneh Jabbari è stata condannata a morte nel 2007 per l'omicidio di Morteza Abdolali Sarbandi, anche se gli attivisti per i diritti umani delle Nazioni Unite dicono che la donna avrebbe agito per difendersi da un tentativo di stupro. Al momento non è ancora stata fissata la data della sua esecuzione, ma il suo avvocato Abdolsamad Khoramshahi ha dichiatato che potrebbe ''essere eseguita entro un mese".

Jalal, il figlio maggiore di Sarbandi, ha detto ai giornali riformisti 'Shargh' ed 'Etemad' che la sua famiglia ''non concedera' la grazia fino a quando non emergera' la verita'. Solo quando le vere intenzioni saranno chiarite e lei dira' la verita' su cio' che ha fatto e come sono andate le cose, allora saremo pronti a concedere la grazia''. Secondo Jalal, Jabbari, 26 anni, ha testimoniato che un uomo era presente nell'appartamento dove suo padre è stato ucciso ''ma lei si è rifiutata di rivelare la sua identita'''. Per lui, quello del padre è stato un ''omicidio premeditato'' dalla donna ''insieme al suo fidanzato''.

Secondo le Nazioni Unite e altri gruppi internazionali per la difesa dei diritti umani, la confessione di Jabbari è stata ottenuta sotto intense pressioni e la minaccia dei pm iraniani.

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