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Barriera Corallina in 'fin di vita'

19 aprile 2018 | 13.31
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- Fotolia

E’ “altamente improbabile” che la Grande Barriera Corallina possa mai riprendersi completamente dal fenomeno di sbiancamento del 2016 che ha modificato in modo permanente un terzo della sua ecologia a seguito delle alte temperature che hanno ucciso enormi quantità di corallo. A lanciare l’allarme è un nuovo studio condotto da ricercatori australiani. "Abbiamo perso il 30% dei coralli in nove mesi, tra marzo e novembre 2016", dichiara Terry Hughes, autore della ricerca e direttore del Centro di eccellenza per gli studi sulla barriera corallina.

E non è finita, perché - secondo gli scienziati – mentre alcuni coralli sono morti immediatamente a causa delle alte temperature, molti altri stanno continuando a morire, più lentamente. Insomma, la Great Barrier Reef in Australia, parte del patrimonio mondiale Unesco, sta morendo: una vera e propria strage di coralli che minaccia la biodiversità marina più di quanto stimato finora.

Dopo le temperature record registrate nel 2016, Hughes e i suoi colleghi hanno mappato, grazie ai dati satellitari, l'esposizione al calore di 2.300 km al largo della costa nordest dell’Australia dimostrando che, qui, la morte dei coralli è strettamente correlata al fenomeno dello sbiancamento e al livello di esposizione al calore. E se la maggiore quantità di coralli è andata perduta nel 2016, c’è anche la regione centrale della Barriera che sta facendo i conti con un altro evento di sbiancamento di massa nel 2017.

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