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Usa: la rabbia dei repubblicani, Obama 'monarca' viola la Costituzione

21 novembre 2014 | 09.31
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Lo Speaker della Camera, John Boehner, e gli altri leader repubblicani accusano il presidente di aver abusato dei suoi poteri presidenziali per varare le misure esecutive sull'immigrazione. Ma dalla Casa Bianca si ribadisce la costituzionalità della scelta di Obama e si ricorda che anche Ronald Reagan e Bush padre firmarono ordini esecutivi simili.

"Obama non è un monarca, il presidente non può agire da solo, la Costituzione richiede compromessi". Ted Cruz, senatore del Texas ed esponente di punta del Tea Party, sintetizza così la rabbia con cui i repubblicani hanno reagito alla decisione di Barack Obama di applicare per decreto almeno una parte della riforma dell'immigrazione che il Grand Old Party tiene bloccata al Congresso da quasi due anni. Durissimo anche l'attacco dello Speaker della Camera, John Boehner, che, subito dopo il discorso di Obama, ha accusato il presidente di "ignorare la volontà del popolo americano", riferendosi alla recente netta vittoria elettorale repubblicana alle elezioni di midterm.

"Il presidente Obama ha così consolidato la sua eredità politica all'infuori della legge e distrutto la poca credibilità che gli era rimasta - ha aggiunto il leader repubblicano - A noi repubblicani è rimasta la grave responsabilità di far fede al nostro impegno pubblico" nei confronti degli americani e della Costituzione. Nonostante gli attacchi dei repubblicani, alcuni dei quali da giorni stanno facendo circolare l'idea che l'abuso del potere esecutivo da parte di Obama potrebbe portare al suo impeachment, gli esperti legali della Casa Bianca sono certi che il presidente non abbia assolutamente superato i limiti della sua autorità.

E citano precedenti di presidenti repubblicani, come Ronald Reagan e George W. Bush, che hanno firmato ordini per regolarizzare gruppi, meno numerosi, di immigrati. Nel suo discorso Obama ha citato proprio Bush padre che disse che gli immigrati "sono parte della vita americana". E poi ha replicato così ai repubblicani: "A quei membri del Congresso che mettono in discussione la mia autorità per far funzionare meglio il sistema dell'immigrazione, io ho solo una risposta: approvate la legge". Inoltre a chi l'ha accusa di fare una sanatoria Obama ha risposto che "la situazione attuale è una sanatoria, milioni di persone che vivono qui senza pagare le tasse o seguire le regole", mentre le misure da lui varate permetteranno di perseguire "i criminali, non le famiglie e i bambini, i membri delle gang e non una mamma che lavora per mantenere i figli".

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