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Clima: il meteorologo, ma quale riscaldamento, temperature scendono

14 ottobre 2014 | 18.44
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Il meteorologo colonnello Paolo Ernani, solare ed eolico troppo cari, meglio geotermia, idroelettrico e petrolio

"Non è del tutto condivisibile la posizione assunta da alcuni esperti di analisi delle reti energetiche secondo i quali saremmo destinati, nel tempo, a vivere un 'Medioevo energetico' se non si facessero scelte ben precise, cioè orientare risorse finanziarie sul solare e l’eolico". Così il meteorologo colonnello Paolo Ernani interviene nel dibattito sui cambiamenti climatici contestando la posizione che vede nelle emissioni di Co2 le principali responsabile del riscaldamento globale.

"Questa posizione sembra grosso modo ricalcare quella dell’Ipcc che ha abbracciato, come fosse veramente reale, la posizione secondo la quale la Terra sta e andrà verso un periodo con temperature via via sempre più elevate - dichiara Ernani - Insomma è l’ormai noto riscaldamento globale che, secondo la loro posizione, sarebbe provocato dall’aumento dei gas serra e, in particolare, dall’immissione nell’atmosfera di anidride carbonica dovuta alle attività umane. Ciò non risponde al vero".

"Secondo le più aggiornate misurazioni di Co2, relative all’ultimo ventennio, nella nostra atmosfera si sono immesse quantità enormi di questo composto chimico. Detto questo allora, come mai la temperatura del nostro pianeta, in questi ultimi 20 anni, è in stand by, cioè non è cresciuta? Ma anzi questa tende, sia pur lentamente e gradualmente, a scendere. Perciò come la mettiamo?".

E per tornare alle energie rinnovabili, il colonnello Ernani aggiunge: "si sa che per produrre energia elettrica ricorrendo proprio al solare a all’eolico i costi di produzione sono enormemente superiori a quelli tradizionali. Infatti produrre 1 Kwh con queste fonti alternative viene a costare quasi il triplo rispetto al tradizionale idroelettrico e data la problematica situazione economica in cui ci troviamo non possiamo assolutamente permetterci questa soluzione".

"Semmai - conclude - vanno migliorate le reti di distribuzioni esistenti e nel contempo ottimizzare e implementare le fonti geotermiche e idroelettriche e perché no?, anche quelle petrolifere, cosa che il governo pare stia pensando di fare" .

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