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Lagarde: "Il programma di Renzi ambizioso, se attuato l'Italia migliorerà"

04 aprile 2014 | 09.00
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"Quello del nuovo primo ministro Matteo Renzi è un programma molto ambizioso che, se tradotto in provvedimenti e attuato con determinazione, produrrà un significativo miglioramento delle condizioni economiche dell'Italia". Lo sottolinea, in un'intervista al 'Corriere'. il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale Christine Lagarde che evidenzia come quella di Renzi sia un'impostazione di politica fiscale che guarda più alla riduzione delle spese che all'aumento delle entrate tributarie, grazie anche agli obiettivi della spending review di Carlo Cottarelli che era con noi a Washington fino a non molto tempo fa".

Quanto al tetto del deficit, la Lagarde non prende posizione ricordando che "tocca all'Unione europea decidere su questo". Nell'Eurozona "i lati positivi certamente non mancano" ricorda, con un pensiero "ai progressi verso un'unione bancaria, al coordinamento delle politiche fiscali dei partner europei e allo stesso fiscal compact".

Ma se "è finalmente tornata la crescita, anche se limitata per ora all'1%" ora, conclude la Lagarde, "la bassissima inflazione comporta rischi aggiuntivi rendendo ancora più difficile per alcuni Paesi della zona euro migliorare la situazione economica, particolarmente dal punto di vista del debito".

Giustizia, Orlando: "Non mi risulta ci siano patti con Berlusconi"

''Non mi risulta che ci sia stata alcuna intesa che riguarda il titolo quarto della Costituzione, quello sulla giustizia. In ogni caso penso che per riformare la giustizia nel nostro Paese si debba partire da una proposta della maggioranza di governo, su cui confrontarsi poi con tutte le forze politiche''. Intervistato da 'Repubblica', il Guardasigilli Andrea Orlando, esclude qualsiasi accordo tra il premier Matteo Renzi e Silvio Berlusconi sulla riforma della giustizia.

''Esistono diversi interventi strutturali - spiega il ministro - ma per affrontare le riforme bisogna innanzitutto sgomberare il campo dalle macerie determinate dal conflitto permanente sulla giustizia stessa e dalla rimozione di alcuni temi che considero assolutamente cruciali e di cui invece si è parlato pochissimo. La vera sfida è ripristinare l'efficienza dell' organizzazione giudiziaria. Questo sì sarebbe rivoluzionario''.

Quanto all'incontro tra Giorgio Napolitano e Berlusconi, il ministro della Giustizia sottolinea che il Presidente della Repubblica ''si è assunto un difficilissimo ruolo in questa fase per garantire il dialogo tra tutte le forze politiche, che è la condizione necessaria per affrontare la crisi istituzionale ed economica. Per questo è stato sottoposto ad attacchi frequenti ed ingenerosi''.

Orlando torna anche sul voto di scambio e spiega che il governo "ritiene fondamentale la tempestiva entrata in vigore della norma". Quanto alle sue prossime mosse al dicastero di via Arenula, il Guardasigilli annuncia ''al primo posto un intervento per rafforzare gli strumenti di contrasto alle mafie. Innanzitutto introduciamo il reato di auto-riciclaggio, che la magistratura sollecita da anni''.

''Ci saranno norme per rafforzare la confisca dei beni - aggiunge il ministro della Giustizia - e una riforma per rendere più efficace il meccanismo per sciogliere e commissariare i comuni infiltrati. Nascerà una giornata nazionale delle vittime della mafia e saranno previsti interventi di sostegno alle famiglie''.

E ribadisce il suo impegno per riformare il processo civile: "Ha una rilevanza cruciale, perche' il suo cattivo funzionamento e' una palla al piede rispetto alla crescita economica".

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