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L'Anm a Renzi: "Basta provocazioni, su stipendi e ferie solo favole"

11 ottobre 2014 | 19.27
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Il presidente dell'Associazione nazionale magistrati Sabelli: "Favole che non diventano più vere solo perché raccontate più spesso". E aggiunge: "Le riforme che si vanno delineando sono lontane da quella rivoluzione che dovrebbe restituire alla giustizia piena efficienza e decoro". Il 9 novembre assemblea urgente per discutere la riforma della giustizia

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"Assistiamo da tempo a interventi che eccedono i confini della semplice riforma tecnica. Inutili provocazioni, come il ritornello ripetuto fino all'altro ieri, che la Anm avrebbe protestato contro il tetto stipendiale massimo e avrebbe considerato la riduzione delle ferie alla stregua di un attentato alla democrazia, favole che non diventano più vere solo perché raccontate più spesso". Così il presidente dell'Associazione nazionale magistrati Rodolfo Sabelli, durante il suo intervento al Comitato direttivo centrale.

Comitato che ha convocato per domenica 9 novembre un'assemblea generale, urgente e straordinaria per discutere della riforma della giustizia in discussione in Parlamento. La mozione è stata approvata all'unanimità. La data dell'assemblea cade nei giorni che precedono l'appuntamento per la conversione in legge del decreto. La precedente convocazione di assemblea urgente risale al 2006.

"Le riforme che si vanno delineando - aggiunge Sabelli - sono lontane da quella rivoluzione che secondo facili slogan dovrebbe restituire alla giustizia piena efficienza e decoro. A questo si uniscono dichiarazioni pubbliche che associano ritardi della giustizia a una presunta scarsa produttività dei magistrati".

"Il dibattito pubblico - continua il presidente - si immiserisce in polemiche deprimenti su ferie e sospensione feriale dei termini e sulla presunta chiusura estiva dei tribunali; un dibattito generato da esigenze di propaganda e cedimenti di sapore demagogico piuttosto che da reale volontà di riforma". Questo tipo di misure "creerà molti problemi organizzative non aumenterà l'efficienza del sistema".

Il presidente dell'Anm parla del decreto legge in discussione: "Una riforma annunciata in diretta televisiva, senza interlocuzione con le categorie coinvolte, con l'ossimoro di un decreto legge a efficacia differita e con l'accostamento suggestivo e offensivo tra una presunta e inesistente chiusura estiva dei tribunali e i ritardi della giustizia". A ciò si unisce, prosegue Sabelli, "una cultura della legalità e della qualità del processo come luogo di tutela dei diritti in ritirata dinanzi a una insistenza ossessiva sul tema della efficienza a ogni costo".

"A piccoli passi - dice - si rischia di retrocedere in una progressiva erosione del ruolo della giurisdizione, con riforme condotte in assenza di un progetto organico, con strumenti normativi impropri e con soluzioni inefficaci, accompagnate da slogan che ne dissimulano l'inutilità".

"Sono veri e propri falsi i luoghi comuni sulla nostra presunta inefficienza e irresponsabilità. Sono smentiti da dati statistici: la nostra è la magistratura più produttiva d'Europa. Il vero problema - sottolinea Sabelli - è che c'è carenza di risorse. Siamo consapevoli che chiedere investimenti in questo periodo può sembrare una provocazione, ma è un problema di scelta su come le risorse vanno investite, non su quante".

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